carote e zucca con liquirizia


La casa dei miei genitori è sempre stata un porto di mare, gli amici trovavano sempre la porta aperta.

Mi manca quell’atmosfera che è tipica del Sud, l’uso di far visita agli amici senza preannunciare l’arrivo; lo squillo del campanello era la nota d’inizio della festa,  i cibi semplici da condividere, il vino rosso con la gassosa e la convivialità ci univano.

In questa grande città non ci si presenta all’improvviso all’uscio dell’amico, una telefonata o una e-mail sono quasi sempre d’obbligo!

Non riuscirò ad abituarmi a questa formalità.

Ho sempre un dolcetto per coccolare gli amici,  questo che ho appena sfornato è un omaggio al delizioso contest promosso da Valentina,
che ringrazio.

Questo tipo di carota è leggermente più consistente di quella arancione e anche più dolce; nella preparazione ho grattuggiato finemente l’ortaggio e ho ridotto al minimo lo zucchero.

amuse bouche di carote viola, zucca e salsa di liquirizia

DSCF5366

decorazione del piattino con salsa al cioccolato e all’arancia Bacco

occorrente per 15 bocconcini:

160gr di polpa di zucca
100gr di carota viola
60gr di zucchero di canna
45gr farina Solina tipo 1
10gr olio di semi
1 uovo fresco
1 yogurt da 150gr – temperatura ambiente
1 pizzico di vaniglia in polvere
5 gocce di olio di mandorle amare
10 gocce di fiori d’arancio
una noce di lievito madre rinfrescato, in assenza di questo 1 cucchiaino di lievito per dolci
cremose di Bacco alla mandorla

3 cucchiai di zucchero di canna
1 cucchiaino di polvere di liquirizia
1 cucchiaio di acqua calda
non occorre il frullatore, usa la forchetta per mescolare
prepara il forno a 180°

  • riduci a piccoli pezzi la polpa della zucca, in un piccolo pentolino fai cuocere insieme a 1/2 bicchiere d’acqua, toglila dal fuoco quando tutta l’acqua sarà stata assorbita, schiaccia con la forchetta
  • pela la carota e grattuggia finemente, unisci al purè di zucca fredda
  • in una ciotola capiente lavora il lievito con lo yogurt fino ad ottenere una crema liscia, poi unisci: zucchero, farina, olio e infine gli aromi, lavora per amalgamare bene il composto, solo alla fine versa la zucca e la carota, mescola ancora e lascia riposare per dieci minuti
  • riempi metà  dello stampo con il composto, inserisci una piccola quantità di cremosa alla mandorla e finisci di riempire fino all’orlo
  • aspetta dieci minuti prima di infornare, cuoci a 180° per 25 minuti, sforna e lascia raffreddare completamente

Durante la cottura la cremosa si scioglie e fuoriesce leggermente dallo stampo, è bene che succeda perchè quando si raffredda avrà creato una pellicola leggermente croccante, avvolgendo l’amuse bouche che invece risulterà spugnoso e umido.
Non consiglio l’utilizzo di farine integrali, se scegli di adoperarle ti suggerisco di aumentare la parte di liquidi per evitare che l’impasto si asciughi troppo.

  • per la salsa: sciogli lo zucchero e la liquirizia in acqua molto calda, trasferisci in una piccola bottiglia, agita forte per ottenere uno sciroppo, usa per decorare il dolcetto prima di servirlo.

firma

”Con questa ricetta partecipo al contest di Una Fetta Di Paradiso “Voglia Di Piccolo”

piccolo contest

bacco

  1. Hai ragione Sally, sono abitudini talmente diverse da una zona all’altra, ma il nostro paese copre una distanza da nord a sud che non è da poco, con una normale commistione culturale che non è da poco! Mi piace questa simpatica “invadenza” tutta meridionale, la osservo con curiosità e divertimento, ma non riuscirei mai a metterla in pratica, quassù siamo troppo “austroungarici” nell’anima, difficili ma tutto sommato gentili e ben educati!
    Certo che tu ricette normali mai, eh? Anche questa è strabiliante, un incontro di sapori incredibile, non riesco ad immaginarla…

    Un abbraccio, Tatiana

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    • Tatiana Cara, le diversità in fondo in fondo ci compensano e a volte ci uniscono, credo che noi tutti “coviamo” buoni sentimenti che esprimiamo seggettivamente, questo è il bello!!! 🙂
      Le mie ricette strane?? 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂 sssssssss diciamolo sottovoce 😉
      Io non nutro passione per la cucina ma dedizione.
      La passione è spesso generata dall’istinto incontrollato, dall’impeto; la dedizione è comprensione data da studio e sperimentazione 🙂
      Per me il cibo è un ottimo compagno di giochi, come da bambina con le costruzioni ……. per imparare a cucinare 🙂
      besos
      Sally

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