Argentina andata e ritorno


Il giorno della partenza eravamo il Tuttopensare ed io, eravamo certi delle nostre identità e i passaporti lo dichiaravano! Uno scherzo del destino ci ha trasformato in:

 Violeta  e Horacio   😀

DSCF4736Non ci siamo tramutati in rospetti! Vuoi sapere come è potuto accadere?
Proverò a raccontarlo insieme agli  itinerai, costumi, cucina, leggende e sensazioni iniziando dalla prima tappa:

Buenos Aires

…….
Qui l’incerto ieri e l’oggi diverso
mi hanno offerto i comuni casi
di ogni sorte umana …….
Non ci unisce l’amore ma lo spavento;
sarà per questo che l’amo tanto. (Borges)

Nei lunghi viaggi in aereo mi sento una gallina chiusa nella stia, si accendono le luci e servono i pasti, spengono le luci e dormo; undici ore sospesa tra le nuvole in compagnia di una scura bevanda all’aroma di caffè, del cestino tuttoinuno-dolce-salato-croccante-morbido e Mafalda.
La patria di Quino, Piazzolla, Il Che, Evita, Borges, Herrera e Castrogiovanni  era proprio sotto i miei piedi.

Raggiungo Plaza de Mayo e mi immergo nella vacanza, libera di curiosare e lasciarmi sorprendere dalla festa della comunità boliviana-argentina che animava  i primi giorni di primavera.


Buenos Aires è una città in bilico tra futuro e passato: mentre nascono quartieri con architetture moderne e negozi lussuosi, basta abbassare lo sguardo e sul  marciapiede, che costeggia il Banco Nazionale Argentino, le lapidi ricordano i dipendenti Desaparecidos. 

La Casa Rosada, Ufficio del Presidente della Repubblica Argentina, chiude la piazza come un abbraccio, per me che ho un debole per le case rosa non poteva che essere un buon auspicio per il viaggio.

IMG_3455L’inizio prometteva bene e il tempo scorreva, finalmente l’ora di cena e il  momento di addentare il famoso bife de choriso, il risrorate Cabana las Lilas (uno dei più conosciuti e meglio recensiti) ci aspettava nel quartiere di Puerto Madero, meta delle cene all’aperto dove i locali si affacciano sul rio della Plata; il barrio è territorio di notti folli per chi ama colpire con il proprio look e ballare fino all’alba.

Con nostra grande delusione ci hanno servito una pessima bistecca, ho dubitato della fama della carne argentina, ma per fortuna l’episodio non si è più ripetuto.
Attraverso avenida Colòn, dove le auto sfrecciano alla velocità pari a quella delle autostrade, incolumi  e un pochino affamati siamo rientrati in hotel.

La domenica è giornata di mercato, su Defensa le bancarelle sono fitte fitte su i due lati del marciapiede e nelle traverse; artigianato e chincaglierie creano l’atmosfera perfetta per  ballerini di tango e musicisti che accompagnano la passeggiata.

Cheek to cheek, sensuale e delicato senza casquet come vuole la tradizione ……

Serata di tango, quello argentino naturalmente, dove la performance invece si conclude con il casquet per esigenze di copione. Più che ballerini sembravano acrobati, gambe che si intrecciavano per disegnare figure plastiche e le mosse scattanti non mi lasciano il tempo per stupirmi.

la_ventana

Ma la vera emozione, la più toccante è quella di incontrare le Madri de Plaza de Mayo che ogni giovedì pomeriggio sfilano unite e hanno tutte lo stesso obiettivo: rivendicare la scomparsa dei loro figli. Da oltre trent’anni il loro costante impegno sociale per dare ai giovani argentini gli strumenti, oltre la loro testimonianza, per abbattare tutte le barriere e favorire il dialogo. In tutti questi anni di quotidiana “lotta” sono arrivate a fondare l’Universidad popular de las Madres e a riconvertire l’ESMA (uno dei  Centri di detenzione illegale della dittatura), in Museo della Memoria. Non ho retto a tanta emozione e ho lasciato scorrere le lacrime.

Prima di lasciare Buenos Aires e portarmi nel cuore il colore di questo viaggio, ho passeggiato nel quartiere della Boca, attraversando il Caminito.

E dopo aver fatto il pieno di musica, tango, storia, atmosfera, saluto l’Argentina partecipando allo spettacolo indescrivibile di Fuerza Bruta, la compagnia di teatro e danza moderna più loca che possa esistere al mondo! Non sono in grado di descrivere esattamente lo spettacolo a cui ho assistito: una grande sala buia dai soffitti altissimi e ……. il caos, un caos che trascina e mi trovo in mezzo allo spettacolo. La musica assordante è necessaria per vivere appieno lo show, che si conclude con la pioggia 😀 😀
Da non perdere!

La piscina trasparente sospesa sopra la nostra testa, ondeggiava, si abbassava fino a poterla toccare!

Concludo qui la prima puntata del viaggio in Argentina, e mi dedico a pubblicare la ricetta di un dolce tipico che troverai nella “cucina della fusione” il mio blog dedicato alla cucina internazionale.

Come per la Cina, abbiamo scelto il viaggio individuale servendoci del tour operator delapaz, che Il Tuttopensare ha scoperto attraverso la piattaforma Evaneos.
Abbiamo sottoposto il nostro itinerario al preventivo del più quotato operatore italiano specializzato in viaggi nel sud america, solo al momento di firmare il contratto abbiamo avuto un ripensamento per il rapporto qualità-prezzo. Un’intuizione che ha dato i suoi frutti: tour operator del luogo, ottima assistenza e un NOTEVOLISSIMO risparmio sul prezzo del viaggio.
Delapaz ha provveduto alla prenotazione  dei voli interni, all’accoglienza in aeroporto e a tutti i trasporti nei vari spostamenti, alle guide nelle escursioni in lingua italiana dove possibile, altrimenti in spagnolo comprensibile. Assistenza telefonica ventiquatto ore e telefonata finale per assicurarsi che il nostro soggiorno fosse stato soddisfacente!! Un grazie ad Adriana Pena che ha curato il nostro soggiorno.
Ciliegina sulla torta ci hanno offerto la cena per festeggiare il compleanno di Tuttopensare.

 Iguazu


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