Islanda: dal mio punto di gusto e di vista


Raccontare un viaggio sintetizzando senza tediare chi ti legge non è cosa facile; ci provo, ma non ti prometto di riuscirci 😀 premetto che non mi piacciono le vacanze mordi-e-fuggi: alzataccia all’alba, corsa a visitare un’intera città in tre ore e poi via …… verso il materasso, sapendo che il giorno dopo ricomincerai da capo!! No, non fa per me, mi piace pigrottare e bradipare per provare quel senso di appartenenza e integrazione sentendomi abitante del luogo.
Abbiamo volato da Roma con Air Berlin,compagnia che sconsiglio caldamente: disorganizzati e approssimativi nelle informazioni non hanno saputo gestire una banale situazione d’emergenza. Dopo aver noleggiato un’auto abbiamo  percorso per due intere settimane in senso orario l’A1 (ring road, in islandese: Hringvegur), la strada che fa il giro completo di tutta l’isola partendo e rientrando a Reykjavik.

Alcuni consigli per chi vuole ripetere la stessa esperienza:
– avere il serbatoio della benzina sempre pieno, non è facile incontrare un distributore e nemmeno prevedere quanto carburante aggiungere se non sei in riserva. Le pompe di benzina sono self service ed erogano carburante previo pagamento con carta di credito o saldo alla cassa all’interno del distributore; con l’uso della carta di credito devi prima inserire l’importo (in corone) poi la carta di credito e il pin, infine selezionare l’erogatore.
– Le piazzole di sosta per ammirare i paesaggi non sono indicate in alcun modo e spesso sono situate dietro una curva 😉
– in valigia non dimenticare di mettere un costume, un asciugamano da spiaggia e un paio d’infradito! Non potete perdervi l’esperienza di un bagno in un fiume di acqua calda o nella piscina naturale di acqua sulfurea 😉
– tutto, tutto, ma proprio tutto si paga con carta di credito, dal caffè al trattore  😀 😀
– la colazione è un momento di sconforto per chi preferisce il dolce al salato: nel buffet puoi trovare pane, burro e marmellata e forse un pezzetto di torta, ma sono casi rari, spesso ho dovuto acquistare dei muffin al supermercato perchè il 70% dei cibi presenti a colazione sono formaggi, salumi, uova, pancetta …… e aringa!!!
Arrivati alle 00,30 abbiamo alloggiato nel cuore di Reykjavik nel Treasure B&B.

 

 

 

Le località dei pernottamenti spesso non erano di rilevante interesse, ma si trovano in prossimità delle mete del nostro itinerario.

1 Borgarnes       – Fossatun Country House
2 Olasfiordur  – Brimnes Hotel
3 Myvatn         – Vogafiòs Guesthouse
4 Seyðisfjörður      – The Old Apothecary
5 Hofn                     – Apothek Guesthouse
6 Skògafoss            – Hotel Skògafoss
7 Selfoss                  – Bella Apartments & Rooms
8 Grindavik            – Geo Hotel Grindavik

A Borgarnes ci siamo fermati nel residence Fossatun, in un suggestivo scenario di fianco alla cascata Tröllafoss con campeggio a cinque stelle che si affaccia sul fiume Grímsá. Nel ristorante a conduzione familiare, ricavato dalla trasformazione di un vecchio mattatoio,  abbiamo mangiato un’ottima zuppa di agnello e ci è andata bene, perchè alle nove di sera, orario del nostro arrivo, la cucina era chiusa ed eravamo completamente isolati; sarebbe stato comunque impossibile a quell’ora trovare un pasto e soprattutto un POSTO dove cenare 😀 😀

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Steinar Berg, proprietario della struttura, era un discografico e ora scrive libri sui troll per bambini. Possiede una considerevole raccolta di LP e va da sè che durante la cena il giradischi suonasse le canzoni di un giovanissimo Sinatra. Nella sala da pranzo, dove era allestito anche il palco con gli strumenti musicali, si respirava un’aria vintage alla luce di un principio di tramonto, l’atmosfera era calda come una serata davanti al caminetto. Sul posto si trovano fantasiose sculture di troll protagonisti dei libri di  Steinar e giochi all’aperto, come una scacchiera gigante, un mini-campo da golf a 18 buche e tanti altri.

L’Islanda può contare su tre aspetti della sua economia che sono di terra di acqua e di fuoco.
L’allevamento del bestiame è essenzialmente costituito da ovini, mentre i bovini sono una risorsa secondaria. In questi ultimi anni è stato avviato anche l’allevamento e la trasformazione dei suini.
La pesca di merluzzi e di aringhe è la risorsa principale che copre la quasi totalità delle esportazioni; si pescano anche gamberi, aragoste, pesce persico d’oceano e l’eglefino.
Le acque di origine vulcanica, che scorrono sotterranee a temperature elevate, consentono il riscaldamento delle abitazioni private e di serre da cui si ottiene una varietà di prodotti orticoli.
Solo nella zona costiera sud-orientale prospera la coltura della patata, le altre zone sono riservate a foraggi e pascoli.

La qualità e la freschezza dei prodotti non concordano con la varietà e la valorizzazione in cucina, i menù propongono una scelta ristretta e non varia la cottura: merluzzo fritto, patate fritte, stinco d’agnello al forno e gli altri tagli comuni di carne. Ho potuto constatare che l’assenza di concorrenza tra ristoranti va a discapito della qualità nella preparazione dei piatti, forse perchè non è sviluppata abbastanza la cultura per il cibo.

Stykkisholmur si concentra nella piccola baia di pescatori; percorrendo il sentiero lastricato, che dal porto collega l’isola di basalto di Súgandisey, si arriva al faro arancione in cima alla collina. Sulla parte opposta al porto spicca la bianca chiesa moderna e luminosa.

 

stykkisholmur

La sosta era ben studiata dal Tuttopensare per assaggiare i più bbbbuonissimi pylsur al mondo!!

 

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Meistarinn è una tappa imperdibile dove gustare i famosi würstel islandesi di carne mista: agnello e manzo, con diversi condimenti. Ogni voce del menu porta il nome di una persona che abita in paese, soprattutto delle stelle locali dello sport. Il migliore, preferito anche dalla proprietaria, è Karl 😉 un pylsur con salsa all’aglio, formaggio fuso e chips sbriciolate.

Qui apro un capitolo a parte, che riguarda le chiese: situate ovunque, in buona parte riflettono l’architettura islandese. Sbucano all’improvviso, lontane e isolate e sembrano finte scenografie allestite per il turista 😀

A poca distanza Helgafellssveit e la distesa di lava;  la cascata di  Grundarfjörður e  il monte Kirkjufell con la sua vetta arrotondata.

 ……. continua

 

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    • ho sempre sostenuto che si mangi bene ovunque senza preconcetti, ma in questo viaggio ho constatato che dietro i fornelli spesso non c’è un cuoco e le materie prime non vengono rispettate. Hai ragione, la natura è protagonista e tutto il resto passa in secondo piano 😀
      besos
      Sally

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