prazzida, la generosità a tavola


Mia madre non era una gran cuoca, mia nonna cucinava quattro cose compreso il pane, ma mia zia Eleonora era una gran curiosa e in cucina aveva più di un asso nella manica, ci sorprendeva sempre con pietanze estremamente semplici che ho scoperto appartenere alla tradizione di altri territori della Sardegna.


Eleonora e suo marito non ebbero la fortuna di diventare genitori, ma il loro affetto era tale che tutti i parenti ne parlavano commuovendosi. Adottarono due tortore, un pappagallo, qualche gatto e cani randagi che accudivano come fossero i loro figli; a mia madre questo non andava a genio e rifiutava con qualche pretesto gli inviti a pranzo. Avrei dato in pegno i miei giocattoli per restare a casa degli zii.

Una delle sue preparazioni era sa prazzìda  (prazzìre = dividere a metà), farcita sempre in modo diverso in base alla produzione del suo orticello e da quello che  zio raccoglieva in campagna: cicoria, asparagi, ortica o borragine. Zia Eleonora  metteva sa prazzìda al centro del tavolo e noi ne pizzicavamo un pezzetto per volta, leccandoci le dita; lei teneva la testa china e sorrideva, forse immaginava sarebbe stata così la sua famiglia. A lei devo la buona abitudine di inzuppare le patatine fritte nell’uovo alla coque 🙂

sa prazzida prena

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occorrente per due prazzida
– per la pasta:
125gr di semola rimacinata
125gr  di farina di grano “0”
3gr di lievito di birra fresco
125gr di acqua
una bustina di zafferano
1 cucchiaino scarso di sale

– farcia:
300gr di pomodori freschi
foglie di basilico
1 grossa cipolla
3 carciofi
2 patate medie
aglio, prezzemolo
sale, olio extravergine di oliva

preparo il forno a 250°C

  • preparo il poolish – sciolgo il lievito in 50gr di acqua (sottratta alla dose in elenco) e poi impasto con 50gr di farina (sottratta alla dose in elenco), lascio riposare fino al raddoppio dell’impasto
  • pulisco i carciofi, li taglio a spicchi e li metto a bagno in acqua fredda; sbuccio le patate, le affetto e le immergo in acqua fredda; taglio i pomodori e li metto a scolare dentro un setaccio o colino
  • affetto la cipolla e la cuocio in padella con un velo d’olio e un pizzico di sale, quando diventa trasparente  la tolgo dal fuoco e lascio raffreddare
  •  intiepidisco due cucchiai di acqua (dei 70 rimasti) e ci sciolgo lo zafferano; verso il poolisch nel boccale della planetaria e lo impasto con la farina e l’acqua rimasta, la semola e l’acqua con zafferano, quando tutto è omogeneo aggiungo il sale e tre cucchiai di olio, lascio impastare ed ottengo una massa uniforme e liscia che dovrà lievitare fino al raddoppio del suo volume
  • in un tegame capiente cuocio i carciofi con un velo d’olio e qualche spicchio d’aglio intero, quando saranno al dente aggiungo il prezzemolo tritato, il sale e tolgo dal fuoco
  • condisco i pomodori ben scolati  con fette d’aglio, poco sale e basilico
  • riprendo l’impasto, lo divido in due parti e delicatamente stendo a forma di cerchio, in uno metto i carciofi con le patate e un poco di olio, nell’altro i pomodori con la cipolla e un filo d’olio
  • chiudo le estremità dei cerchi, sigillando bene per non far aprire la prazzida durante la cottura, poggio sulla teglia ricoperta da carta forno, inforno per 10 minuti alla massima temperatura, poi riduco a 180° per venti minuti circa, fino a quando la sfoglia della prazzida assumerà un bel colore dorato.

 

 

“Con questa  ricetta partecipo al Contest torte di Pasqua dei Fratelli ai Fornelli

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