Caschettas è dolce Mangiare Matera


Il blog di Teresa ospita l’iniziativa di Mangiare Matera, un nuovo contest che renderà possibile anche a noi, avvicinarci ai sapori della Lucania, io partecipo con le mie ricette realizzate con i prodotti tipici del materano.

Che cos’è Mangiare Matera?  “Il marchio MANGIARE MATERA vuole portare, sulle nostre tavole e nelle nostre cucine, il meglio della produzione agroalimentare lucana. Ogni prodotto è selezionato con cura, seguito dal campo sino alla tavola, per farci riscoprire i sapori genuini di un tempo.”


Questa è la definizione che trovi nel blog, io voglio rappresentare così, con questa immagine

la mano di Giovanni

la mano di Giovanni

Il progetto vede coinvolte menti e braccia: Anna, Antonio, Carlo, Danilo, Felice, Gea, Giuseppe e Giovanni detto Gianni, tutti insieme si fanno veicolo di un messaggio semplice per promuovere un territorio ricco di storia e di tradizioni, che hanno riassunto in un frase esplicita “una città da mangiare con gli occhi”.

E non si fermano qui! Un altro tema a loro caro è la tradizione della panificazione che sarà raccontata attraverso le opere artigianali di Massimo Casiello, Antonio Cosola, Maria Bruna Festa, Tina Latorre, e rappresentata dai “timbri” per un presepe natalizio davvero unico.

Spero di poter contribuire alla diffusione della loro energia con la mia ricetta dolce.

Caschettas

velo della sposa

velo della sposa

Ogni volta che preparo questo dolce, mi viene in mente una delle mie zie, Ascenzina, a me molto cara.

La sorella minore di mia madre, aveva scelto per marito un bel giovane calabrese, si era innamorata ancora prima di aver compiuto l’età per poterlo sposare e per farlo mio nonno le “prestò” gi anni.  Ascenzina era minorenne, come una buona parte delle donne che in quegli anni prendevano marito e il padre si fece garante, ma con mia nonna non approvarono mai quell’unione. Fu un matrimonio povero di festeggiamenti, di dote e di invitati, ma ricco di amore.
Come mi aveva raccontato mia zia, dopo la cerimonia lasciarono il paese senza possedere una casa di destinazione dove creare la loro famiglia, viaggiarono su un carro a buoi, un passaggio rimediato, il banchetto della loro prima notte di nozze fu una scatola di fagioli e forse fu in quel momento che immaginarono il loro futuro.
Il ricordo di zia Ascenzina mi commuove sempre. Una donna sorridente, positiva, aveva sempre una buona parola da spendere per gli altri e mai per se stessa.
Della sua saggezza riporto una frase: “a tavola non si discute, ma si chiacchiera e si ride”.
Chissà se ha sognato un velo da sposa. Questo è per Lei.

I dolci della tradizione Sarda sono da vassoio.
Difficile risalire alla storia di questo particolare dolce, che ricorda la delicatezza e la preziosità del velo della sposa; è certo che sia tipico di Belvì e le sue origini hanno radici alla fine del 1600; si realizzavano per occasioni importanti come il matrimonio ed eventi della vita sociale, questo dolce è stato poi diffuso in tutto il territorio sardo mantenendo inalterato l’involucro e apportando alcune modifiche negli ingredienti della farcia.

occorrente per il velo di Ascenzina:
la sfoglia – pasta violata:
250gr di semola rimacinata di grano duro Cappelli
100gr di acqua calda
30gr di strutto
un pizzico di sale

la farcia – 125gr di nocciole tostate e macinate
100gr di miele di castagno
12gr di acqua
scorza grattata di un arancia tostata
1 pizzico di cannella
1 chiodo di garofano pestato
10 gocce di fiori d’arancio

La realizzazione è complessa, richiede una sfogliatrice modificata o un buon uso del mattarello.

  •  nella ciotola dell’impastatrice versa la farina con l’acqua calda, impasta fino ad ottenere tante piccole palline, a questo punto aggiungi lo strutto morbido a temperatura ambiente e il sale, devi ottenere un impasto compatto, sarà necessario qualche minuto a media velocità
  • versa l’impasto sul ripiano e lavora la massa per dare una consistenza liscia ed elastica, avvolgi l’impasto nella pellicola alimentare e lascia riposare un’ora.
  • la farcia:  in un tegame dal fondo spesso metti il miele e l’acqua, metti sul fuoco a fiamma bassa e quando inizia a scaldarsi unisci le spezie e la buccia d’arancia,; appena si formeranno piccole bollicine aggiungi la farina di nocciole e inizia a mescolare, sarà pronto quando il composto inizia a staccarsi dalle pareti del tegame, togli dal fuoco e lascia raffreddare
  • metti il composto nella sac à poche monouso e taglia l’estremità di uscita per ottenere un cilindro del diametro di 2 o 3 centimetri
  • riprendi l’impasto e stendi la sfoglia con la sfogliatrice, dovrai lavorarla più volte e non usare MAI farina o semola, la bellezza di questa sfoglia è data dalla riuscita dell’impasto; solo alla fine passa una piccola quantità di impasto per due volte all’ultima tacca della sfogliatrice
  • distendi la sfoglia su carta da forno e passa il dorso delle mani sotto la sfoglia per allargarla, attenzione a non strapparla: il movimento deve essere delicato per ottenere una sfoglia trasparente; ritaglia un rettangolo della misura di 35 centimetri di lunghezza e 10 di altezza, prosegui e sistema tutti i rettangoli vicini
  • lascia asciugare la sfoglia e ribaltala più volte per non farla seccare, dopo circa dieci minuti sarà pronta
  • prendi un rettangolo e sistema la farcia al centro per tutta la sua lunghezza, lasciando all’inizio e alla fine un centimetro libero per facilitare la chiusura
  •  questa è la parte più complessa, per spiegarlo meglio ho usato le parole di un libro: solleva con l’indice e il pollice della mano sinistra i lembi della sfoglia portandoli verso l’alto e con la mano destra pizzica la sfoglia in corrispondenza della farcia a circa 2 cm di distanza dal primo pizzico; una volta pizzicato, sempre con la stessa mano, trascina indietro come a volerle  avvicinare tra di loro fino a che non si formerà un’ansa; sposta la mano sinistra sul secondo pizzico e ripeti lo stesso passaggio con la mano destra; devi ottenere una striscia con tante anse,vista dall’alto.
  • arrotola delicatamente la striscia su se stessa  e ottieni una spirale e chiudi ad anello, decora con codette di zucchero colorate
  • sistema sulla teglia con carta da forno, lascia asciugare fino a quando diventano trasparenti.

cropped-mangiare-materaAnche io partecipo al contest MangiareMatera

14 febbraio 2014, classificata al secondo posto nella categoria dolci

firma

  1. La storia di tua zia è commovente e racconta un po’ dell’Italia di neppure tanti anni fa… Il dolce è delizioso e mi viene voglia di provare a farlo!! Complimenti!! 🙂

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