coccoi il pane della tradizione


Quando mia nonna svolgeva i lavori domestici, indossava il costume tipico del suo paese,  Sinnai; lo vestiva al rovescio nei giorni feriali, portava la sottogonna nera  che proteggeva  la gonna ricca di preziosi  ricami, la camicia bianca senza corpetto e un grande fazzoletto marrone sul capo. I giorni di feste importanti invece sfoggiava la gonna, il corpetto anche questo ricamato, la camicia si impreziosiva della collana di filigrana e completava con il copricapo nero e oro.
Poche volte ho avuto l’occasione di vedere mia nonna in tutta la sua “eleganza”, tranne quando la vidi che sfornava su coccoi per il matrimonio di una sua nipote.

Il pane Coccoi conosciuto con il nome di pasta dura è uno dei pani della tradizione Sarda, realizzato con semola di grano duro; caratteristico per decorazione a pitzus (si legge pizzus) e la sua forma. Matrimoni e Pasqua erano e tuttora sono gli eventi che ne richiedono la preparazione con particolari decori ed è anche un pane votivo che ora è prodotto e consumato quotidianamente.

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occorrente per due coccoi:
400gr di semola di grano duro
200gr di acqua fredda
80gr di pasta madre di semola di grano duro
10gr di sale
1 cucchiaino scarso di zucchero
prepara il forno a 180°

questo pane non deve essere lavorato troppo a lungo, la sua mollica è compatta con piccolissimi e radi alveoli.

  • versa la pasta madre e lo zucchero nell’acqua e lavora fino a rendere la massa omogenea, aggiungi tutta la semola e impasta per qualche minuto, aggiungi il sale e prosegui lavorando fino a quando l’impasto sarà compatto e liscio
  • spolverizza un canovaccio di lino con la semola e deponi l’impasto diviso a metà in due piccoli pani allungati, copri e lascia lievitare per tre ore a temperatura ambiente
  • riprendi l’impasto e forma un piccolo filone con le estremità più sottili, con il mattarello premi nel senso della lunghezza al centro della massa, con le mani riavvicina i  due lati premendo alle estremità e schiacciando leggermente
  • con un coltello molto affilato pratica sei tagli da entrambi i lati senza arrivare al centro, con le forbici pizzica la superfice in corrispondenza dei tagli e solleva leggermente per ottenere su pitzu, alle estremità  procedi solo con i tagli
  • prepara la teglia con la carta da forno e spolverizza con poca semola, deponi il pane coperto dal telo di lino e lascia lievitare trenta minuti
  • inforna per quaranta minuti, a cottura ultimata sforna e metti su coccoi  a raffreddare sopra una griglia

Con questa ricetta partecipo al contest “Mangiare Matera”

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  1. Come mi piacerebbe assaggiarlo questo pane coccoi così ricco di tradizione e di storie familiari! Come tutte noi che amiamo la cucina, dalle vacanze porto a casa come souvenir le specialità dei luoghi che visito. Come sai la Sardegna è una delle nostre mete preferite, ma finora come pane non ho “contrabbandato” che il carasau, che una volta a casa diventa guttiau.
    Adesso però grazie a te, ne so una nuova e mi organizzerò: ma lo troverò in vendita a Villasomius e dintorni? Vuoi vedere che mi toccherà di imparare a panificare come le blogger brave sul serio!
    Un abbraccio.

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    • 🙂 🙂 sono la nona figlia ….. ho a vuto sette zii e una trentina di cugini 😉 un’infanzia ricchissima di avventure!!
      Cresciuta tra scout, mare e l’influenza di tutti gli amici della mia famiglia 🙂 🙂
      Ti racconterò quando mi facevo chiamare Andrea 😉
      besos
      Sally

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  2. Spettacolare l’immagine della tua nonna che indossa il vestito della tradizione al rovescio per poi esibirlo al dritto nei giorni di festa!
    Mi piacerebbe assaggiare questo pane di semola dall’aspetto così particolare…ma quando negli ingredienti scrivi pasta di semola intendi pasta madre vero?

    Besos
    Silvia

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