favette al latte, la torta del compromesso


In una famiglia numerosa come la mia, riusciva difficile conciliare i differenti gusti alimentari. Ognuno di noi aveva delle pietanze preferite e all’interno di queste anche un ingrediente faceva la differenza. Mia madre non variava mai le sue ricette, era una tradizionalista, le ripeteva pari pari ogni volta, ma con l’avanzare dell’età le scappava la mano o forse la memoria la tradiva e qualche volta sostituiva un ingrediente con un altro. Si scatenò un’accesa discussione quando inserì la buccia di limone nella farciture dei suoi memorabili ravioli con menta e ricotta, conditi poi con la salsa di pomodoro. Quella nota fortemente acida non fu gradita ad alcuni dei miei fratelli, che pur criticando non lasciarono il piatto vuoto.
Chi la vuole cotta e chi la vuole cruda …….


Mia madre si risentì e non volle ammettere che la ricetta, collaudatissima, fosse stata modificata, ma ritornò a quella originale.

Quando era la stagione delle fave, che a noi piacevano crude, si apriva un altro dibattito: chi le preferiva piccole e mature, chi invece più grandi e compatte e chi mature e grandi.
Al mercato, se ti azzardavi a scegliere la merce, il venditore ti redarguiva pubblicamente – signora!!! se tutte facessero così  dovrei chiudere bottega! Figurarsi se mia madre poteva dar retta a tutti; per tagliare la testa al toro preparava la frittata di fave: piccole, grandi, sode o tenere, finivano nel piatto e nessuno si lamentava.

Preziosissima ricetta che tutt’oggi preparo per mettere d’accordo le nostre preferenze: il Tuttopensare che le vuole grandi, ed io che invece le preferisco piccole.

 torta di fave al latte

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occorrente per una torta:
600gr di favette
1 bicchiere di latte fresco, intero
un pizzico di zucchero
una presa di sale
pepe al mulinello
olio extravergine di oliva
2 uova fresche
4 cucchiai di pangrattato
1 cipolla media

  • sgrano le fave dal baccello senza sbucciarle
  • metto a cuocere  la cipolla affettata in un’ampia padella con poco olio , quando raggiunge la trasparenza verso le favette, il latte, lo zucchero e cuocio per 15 minuti a fiamma bassa; il latte non deve evaporare completamente
  • raggiunto il tempo, verso nella padella le uova battute con sale, pepe e il pane grattato, mescolo velocemente e appiattisco con un cucchiaio per dargli la forma regolare; copro con il coperchio e, sempre a fiamma molto bassa, proseguo la cottura per una decina di minuti e infine rovescio la frittata per cuocerla sull’altro lato.

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