pesca incamiciata, un soffio di piacere.


Ci sono forme d’arte che non sono l’espressione materiale dell’artista, bensì è l’artista stesso ad essere arte.
Ci sono storie di arte e di artisti che mi emozionano profondamente.

L’artista Marina Abramovic, vera icona della performance art, si è autodefinita “Grandmother of performance art”: il suo lavoro esplora le relazioni tra l’artista e il pubblico e il contrasto tra i limiti del corpo e le possibilità della mente.

Un altro esponente della performance art era Ulay (Frank Uwe Laysiepen), la sua opera si basava sulla relazione tra corpo, spazio e società.

Marina e Ulay si sono amati per dodici anni, nove dei quali d’intenso lavoro creativo; negli ultimi tre fu necessario separarsi per realizzare quella che fu la loro l’ultima “performance”. Scelsero la grande muraglia cinese, partirono dalle due estremità e si ritrovarono a metà strada. Il progetto artistico fu completato con successo e loro si ritrovarono alla fine del cammino, avrebbero dovuto sposarsi il giorno dopo in un tempio buddista.

Un incontro che Lui definisce strano “due stranieri che s’incontrano, si abbracciano, sconosciuti uno per l’altra”.
Lei che l’ascolta ammutolita, realizza l’infelicità di essersi ritrovati e piange. Ulay le confessa di avere già una nuova relazione: tutto era finito. Marina era devastata, si sentiva come amputata dei suoi arti, una metafora che rende chiara l’identificazione in quel rapporto in cui erano tutt’uno.
Ulay non c’è più.

Come un soffio, tutto finisce.

Dedicato all’amore, a chi ama per amare e a me che amo l’arte, i dolci e qualche volta le pesche 😀

 soffiato alla pesca e salsa di caramello mou

soffiato alla pesca

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insalata di riso in due consistenze. Al riso non si comanda!


Ridere fa bene. Ridere in compagnia ha maggiori effetti benefici. Ridere con persone che conosci a malapena, incontrate per caso, stabilisce una tacita alleanza ed è secondario conoscerne il nome 🙂

Una risata trascinante come quella della mia amica Adriana ce ne sono poche, riesce a ridere e parlare contemporaneamente senza farfugliare 😀 😀 Mi coinvolge sempre.

Come dice un’altra amica, Nicoletta, iniziare la giornata con un sorriso ti distende l’umore e le rughe 😀 😀

Con il “Tuttopensare” ci facciamo grasse risate, come la volta che a Bordeaux durante la cena gesticolando ho colpito il calice di vino rosso e per non rovesciarlo ho tentato di afferrarlo al volo e ho innaffiato a semicerchio la sedia, la tovaglia, la tenda e i miei pantaloni…e ovviamente il bicchiere si è rotto 😀 😀
Per pareggiare, sempre al ristorante, Lui sovrappensiero invece di prendere il bicchiere di vino, quella volta un bianco, voleva bere direttamente dalla brocca 😀 😀 velocemente ho bloccato il suo braccio e abbiamo riso per tutta la durata del pranzo e ancora adesso 😀 😀 😀

Proprio ieri mattina ho trovato cinque coccinelle sul pavimento di casa. Poverine, erano stecchite con la pancia all’insù, forse a causa dell caldo improvviso della sera precedente. Abbiamo notato che ce n’erano altre nel pavimento della terrazza, una per fortuna  era ancora viva, così l’ho presa e appoggiata nel vaso di fiori. Ci chiedevamo cosa ci facevano dentro casa e perchè così tante insieme. In quel momento ho visto le mie coccinelle di legno sul tavolino, è stato un attimo “guarda, ce ne sono altreee, enormiiii, eccone una” Lui “dove???”  e sono scoppiata a ridere quando si è avvicinato con gli occhi spalancati alla finta coccinella 😀 😀 a quel punto non riuscivamo più a fermarci e la colazione si raffreddava.

Se la risata non è spontanea so come provocarla, perchè il “Tuttopensare”, al contrario di me, soffre il solletico; se con il dito accenno ad avvicinarlo ai suoi fianchi già si contorce e mi allontana 😀 è sempre divertente importunarlo.

Riso e riso sono un’accoppiata vincente, entrambi ci aiutano a stare bene 🙂 e oggi ti propongo una ricetta speciale.

 

connubio di riso

 

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gallinella con salicornia e pancetta. Storie di mare


Mi ricordo quando il mio Fratellone mi portava al largo col gommone …

Per anni abbiamo condiviso il piacere di andare insieme al mare a due condizioni: lui voleva che durante le immersioni di pesca io gli facessi da assistente e in cambio io chiedevo di andare in spiaggia nel pomeriggio.
Ci siamo avventurati anche fuori stagione e una volta abbiamo corso il rischio di non rientrare in porto: il motore ci lasciò in acqua per qualche ora mentre le correnti cambiavano e il vento rinforzava. Eravamo partiti con l’intento di pescare nelle acque di una piccola isola granitica disabitata e poco lontana da Villasimius. Unica presenza l’imponente faro e la costruzione che in passato fungeva da rimessaggio per le barche dei faristi.

La disavventura ci costrinse a rimanere nell’isola fino al giorno successivo, comunque il tempo peggiorò e pioggia e raffiche di vento ci tennero svegli.

La mattina successiva, in attesa che il vento diminuisse, passeggiammo per l’isola e in mezzo al verde intravedemmo funghi tipo prataioli, iniziammo la raccolta con la speranza che fossero commestibili. La vegetazione che nascondeva i funghi era fitta e ricordava gli asparagi un po’ ingialliti, l’assaggiai ma era troppo amara e questo fu il primo incontro con la salicornia.

Il rientro non fu per nulla semplice: le sferzate delle onde sulle incerate producevano un rumore inquietante come la fustigazione. Arrivammo a casa con due bustoni di funghi commestibili.

rollè di melanzana, gallinella e brodo di salicornia

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conchiglia di cavoli e carota. Ciao bella!


A Roma, soprattutto al mercato dove l’approccio è meno formale, capita di sentirsi rivolgere un ‘ciao tesoro, che posso darti?’ ‘Dimmi bellezza, che ti serve?’ Parole che lusingano e, perché no, ti mettono di buon umore.

Le prime volte mi sentivo imbarazzata da un’avance così sfacciata e ho creduto veramente che lo dicessero solo a me! Ingenuamente non mi ero resa conto che era la norma. Comunque al mercato ci vado sempre molto volentieri e mi piace sentire “tesoro eccoti qua!”  😀 😀

A dirla tutta non è il complimento a volte velato d’ironia che mi fa sorridere, ma è la leggerezza con cui si pronuncia che a mio avviso rivela un modo cordiale di iniziare una conversazione che si conclude sempre con “ciao bella”.

E di bellezza oggi non sono io a parlarne, questo importante compito lo lascio a Estetistacuriosa  con cui collaboro e che sa darci indicazioni specifiche per la cura della nostra pelle.
Da parte mia, per corredare i suoi preziosi consigli, ho realizzato una ricetta e un video ad hoc per la rubrica gli antiossidanti.

Seguiteci per scoprire i temi delle prossime rubriche 🙂

insalata di cavoli con uovo in camicia e crema di carota

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crostino vegan con lenticchie, tutta fortuna!


Si, la fortuna mi sorride spesso e con generosità.

Chi di voi è stato vittima di almeno una delle leggi di Murphy?
Cominciano le ferie e … piove fino al giorno prima di rientrare a casa;
Sei in fila alla posta da ore quando è il tuo turno … manca la corrente;
Al casello dell’autostrada … sbagli corsia imboccando quella con telepass ma tu non c’è l’hai.
Inutile incolpare un venerdì 17, un anno bisestile o il gatto nero che ti taglia la strada, se la fortuna guarda altrove invece che dalla tua parte.

Desiderare fortemente che accada l’improbabile credo si sia avverato almeno una dozzina di volte nella mia vita, ma trovare parcheggio adiacente alla meta è ormai nella norma.

L’Irlanda, dove molti hanno trascorso vacanze piovose, mi ha regalato sorprendenti giornate di sole riservando la pioggia ai trasferimenti in auto, perchè arrivata a destinazione, improvvisamente mutava in bel tempo 😀

Alla biglietteria del museo c’era una fila interminabile e le previsioni di attesa erano di due ore circa, peccato che in una comitiva avanzassero due biglietti e chiesero a me se volevo unirmi a loro. Cinque minuti per raggiungere l’ingresso del museo 😀 😀

Io al “Tuttopensare” avevo detto no, ma Lui ha insistito davvero tanto! 😀 😀

La ricetta che ho preparato vorrei fosse di buon auspicio e un portafortuna, provate a contare le lenticchie  😉

 

crostino di pane sciocco con lenticchie di Ventotene e zucchina

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Quando sei fortunato, semina sale; crescerà erba

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bavarese, castagne e cioccolato. Maschio o femmina?


Le buone notizie mi distolgono da altri pensieri e mi rendono partecipe della felicità di chi le vive in prima persona.

A novembre, durante un pranzo mentre versavo il vino, Anto’ mi dice che il calice di Flò l’avrei dovuto riempire d’acqua. Erano emozionati e lo sarebbero stati ancora e ancora di più nel comunicare la bellissima notizia: la famiglia sarebbe cresciuta 🙂
Istinto, empatia o forse perchè sono una strega, prima di fare qualsiasi domanda ho esordito con: “è femmina!” 😀 😀 e ci ho visto bene 😀

Sofia nascerà a fine maggio nel pieno della primavera, con tutti i suoi profumi e la accoglieranno coloratissimi fiori e io mi sentirò un po’ sua zia 😀 a lei è dedicato questo dolcetto

bavarese per Sofia

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Cioccolato o cioccolata? Maschile o femminile? Una curiosità presto spiegata che definisce CIOCCOLATO “la pasta di cacao e i suoi derivati solidi”.
CIOCCOLATA “alimento costituito da una miscela di cacao e zucchero, con eventuale aggiunta di aromi, essenze o altre sostanze che viene venduto in polvere o sotto forma di tavolette, cioccolatini e ella versione liquida come bevanda”. (fonte internet)
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risotto al basilico, come ti brucio il pomodoro


Quando prendo in mano il pomodoro, si rinnova il ricordo della mia prima volta ai fornelli.

Ti ricordi com’eri a sedici anni? Ti mettevi in testa che volevi fare una cosa e partivi in quarta? Proprio così! Una mattina mi son svegliata con la determinazione che avrei cucinato il sugo di pomodoro e chiesi al mio babbo l’ordine degli ingredienti e la quantità. Dopo avermi spiegato il procedimento, si soffermò sull’acronimo CAP che a suo dire ogni buon Sardo conosceva.

Non vedevo l’ora di cominciare! Incoraggiata dall’espressione fiduciosa del mio babbo, gli dissi in tono autoritario: fuori dalla cucina, lasciami sola. Chiusi la porta alle sue spalle.
Sul tavolo avevo tutti gli ingredienti: il tagliere di legno realizzato dal mio babbo, un coltello ben affilato e il tegame di alluminio con annesso cucchiaio di legno bruciacchiato e consumato. Ero emozionata.
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ricciola al crumble di parmigiano, generosi sapori


Se um dia alguém perguntar por mim, diz que vivi   …

Se un giorno qualcuno chiede di me, dì che ho vissuto … (Salvador Sobral)

 La prima telefonata che ho ricevuto questa mattina è stata quella dell’ennesimo operatore telefonico che non sa spiegarmi come possa avere il mio numero, ma con entusiasmo mi dice che non posso assolutamente perdere l’occasione di aderire alla nuova proposta di XXX  a me riservata. Splendido!

Chiedo informazioni per seguire una lezione online di cucina: dopo due secondi ricevo la risposta automatica via mail dallo chef, un vero narcisista che non mi da le informazioni che avevo chiesto, ma mi richiede subito l’iscrizione. Lo ringrazio e rispondo che lo farò in seguito. Mai l’avessi fatto! Per farla breve, dopo uno scambio di mail mi scrive che se non trovo il tempo per seguirlo sono incapace di organizzarmi, del resto lui si metteva a mia completa disposizione per insegnarmi. Gli ho domandato se volesse dirigere la mia vita e i miei impegni. Gretto!

Leggo una ricetta su un sito e chiedo la spiegazione di un passaggio non molto chiaro, l’autrice mi risponde di fare come ha scritto, del resto lei aveva condiviso la ricetta.
Magnanima!

Generosità, che non rimanga solo una bella parola, pratichiamola!

Questa ricetta mi piace tantissimo!!!

P.S non farti scoraggiare dalla descrizione 😉

 

trancio di ricciola mantellata con pane bianco,
crumble di parmigiano e due creme

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dolce amico della domenica


Mia madre cucinava le pietanze migliori nei giorni di festa, tra tutte io preferivo il risotto in bianco con la salsiccia. Questi pasti si concludevano sempre con il dolce che lei comprava nella pasticceria delle sorelle Scuda.

Ogni domenica subivo mal volentieri la tortura di andare in chiesa, ma sapevo che dopo la funzione sarei stata ricompensata dal mio dolce preferito, intanto fantasticavo di essere  altrove per non sentire la puzza di incenso. All’ultimo segno della croce scattavo fuori dai banchi per correre in pasticceria ad addentare la pesca all’alchermes e a guardare l’espositore con le pastarelle che mia madre sceglieva con cura: alla panna, cioccolato, zabaione … quegli ultimi minuti avevano il potere di cancellare l’ora precedente e far pace con mia madre.
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crema di zucchine e pesce d’acqua dolce, auguri anticipati.


Marzo è arrivato! Oggi è arrivato!!

Due valige sono quasi pronte, leggere come i vestiti che le riempiono per un clima caldo che mi aspetta 🙂
sono impaziente di chiudere il gas e scappare per l’aeroporto 😀 😀

Si, tra poche ore si parte verso Cambogia e Vietnam per esplorare territori e sapori di una cucina rinomata che non mancherò di raccontarvi. Seguimi su facebook ……. 😉

Non partirò prima di avervi salutate/i, con questa ricetta  e visto che non sarò in Italia per i prossimi diciotto giorni,  vi Auguro  buone feste  con questa ricetta 🙂

crema di zucchine, filetto di trota salmonata croccante con aceto di mele e menta

La differenza tra crema, minestrone, minestra, vellutata, zuppa è tutta negli ingredienti che le compongono: come pasta o cereali, e leganti come latticini o grassi.
Viene definita crema una preparazione con un solo ingrediente principale, frullato e legato da farina di riso o latte. Crema di riso, crema di zucchine, crema di fagioli …….

occorrente per due commensali:
2 filetti di trota salmonata con la pelle
2 zucchine
1 cipolla piccola
1 rametto di rosmarino
2 spicchi d’aglio
10 foglie di menta
4 cucchiai di aceto di mele
olio extravergine di oliva
fiocchi di sale all’aglio orsino Falksalt
pepe al mulinello

  • elimino tutte le spine dal pesce, sciacquo brevemente in acqua fredda e tampono con carta da cucina per eliminate tutta l’acqua; divido in tre pezzi ogni filetto
  • pulisco le zucchine e le riduco in piccoli pezzi; in tegame lascio scaldare un filo d’olio con uno spicchi l’aglio intero, la cipolla tritata e quando diventa trasparente verso le zucchine; copro con il coperchio e lascio cuocere per quindici minuti a fiamma bassa
  • una volta cotte elimino l’aglio, trasferisco le zucchine nel boccale del frullatore e le riduco in crema insieme a  foglie di menta, poi aggiungo sale e pepe. Consiglio di procedere con poche foglie per volta fino ad ottenere il sapore che preferisci
  • trito l’aglio e lo schiaccio con la lama del coltello per ottenere una crema, lo mescolo con qualche goccia d’olio e lo massaggio sulla pelle dei filetti
  • scaldo per bene la padella, dispongo il pesce con la pelle rivolta a contatto con la padella e cuocio a fimma medio-alta fino a renderla croccante; saranno sufficienti pochi minuti per cuocerli completamente; verso l’aceto di mele nella padella e lascio sfumare
  • verso la crema di zucchine nel piatto e poggio i filetti conditi con fiocchi di sale e termino con un filo d’olio.

si accompagna con Pinot Bianco DOC Alto Adige Palladium –  K.Martini&Sohn   fresco e fruttato.