melanzana nana accomodata, un gesto gentile


Uno tra gli oggetti che mi lega alla mia terra e ai miei parenti è lo scanno, una piccola sedia artigianale da camino.
In quasi tutte le case sarde dove c’è il camino non deve mancare la seggiola, posta nell’angolo adiacente al fuoco che i padroni di casa cedono con generosità all’ospite, come fosse il posto d’onere a lui riservato.

Per me rappresenta un simbolo di un’affettuosa tradizione che mi ricorda l’intimità della famiglia, quando d’inverno, la sera, si andava a far visita ai parenti e ci si stringeva intorno al fuoco e gli adulti evocavano racconti di tempi passati, con nostalgia e un pizzico di malinconia.

E come potrei dimenticare il gesto che indicava lo scanno seguito dalla frase “accomadati pure, qui, vicino al fuoco”, e le braccia si aprivano a rafforzare il calore dell’accoglienza.
Un artigiano che non conoscevo, che riproduce scanni in miniatura, mi ha fatto una gentilezza donandomi un suo manufatto sapendo quanto quel ricordo per me avesse importanza.

Ho ritratto una melanzana nanetta accomodata sullo scannetto,  per mostrare le proporzioni, e tenendo tre le mani il piccolo oggetto, mi è tornato alla mente questo ricordo e quanto ha scritto Sherazade nel suo elogio alla gentilezza .

 melanzane nane farcite sott’olio

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Non si è rivelato semplice recuperare informazioni su questo vegetale; la pianta delle melanzane nane si differenzia da quella tradizionale per la sua dimensione ridotta, la produzione dei frutti è altrettanto abbondante e crescono a grappoli. Ne esistono diverse varietà e si prestano per essere coltivate in vaso anche nei piccoli terrazzi. Si possono cucinare normalmente come quelle di grandi dimensioni, semplicemente tagliandole a metà.

 

occorrente per metterle sott’olio:
40 melanzane nane
100 gr di aceto di vino bianco
sale
olio extravergine d’oliva
capperi sotto sale
peperoncino
origano fresco
filetti di acciughe sott’olio
olive taggiasche denocciolate
foglie di basilico

  •  lavo e taglio la parte superiore di queste melanzane nanerottole, le asciugo e con il coltello incido a croce la parte superiore, la profondità del taglio è di pochi millimetri per evitare che durante la cottura si rompano
  • per ogni litro d’acqua verso 50 grammi di aceto e metto in pentola a bollire, aggiungo il sale e verso le melanzane, a fiamma media devono sobbollire per dieci minuti, a fine cottura saranno sode e intere, le metto a scolare sopra un panno di cotone per un’ora
  • preparo una tavola di legno e sopra metto un  panno asciutto dove trasferire le melanzane, disposte in fila una a fianco all’altra, coperte da un altro panno asciutto. Sistemo la tavola in terrazza in una posizione a pieno sole per tutta la giornata, prima del tramonto riporto le melanzane dentro casa all’asciutto; il giorno dopo le espongo nuovamente al sole e così nei giorni successivi; ho impiegato cinque giorni per farle asciugare completamente dall’acqua, alla fine sono risultate morbide e non si sono seccate nè indurite.

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  • con il coltello ho ripreso le incisioni aumentando la profondità fino a metà della melanzana
  • per sterilizzare i vasi ho tolto le guarnizioni e li ho messi puliti nel forno a 200° per dieci minuti, ho spento il forno e li ho lasciati raffreddare all’interno del forno
  • metà delle melanzane le ho farcite con un trito di capperi, peperoncino e origano, l’altra metà con il trito di capperi (che ho sciacquato per bene sotto l’acqua corrente), basilico e acciughe. Le dosi sono a piacere e puoi regolare di sapore assaggiando il trito prima di procedere alla farcitura
  • una volta farcite le melanzane, ho richiuso le estremità superiore e con gentilezza le ho schiacciate leggermente
  • ho preso i vasetti di vetro direttamente dal forno (erano tiepidi) e li ho riempiti con le melanzane, senza premere troppo poi le ho ricoperte con l’olio fino a 1/2 centimetro dal bordo del vaso che ho richiuso e messo in dispensa al buio
  • ci vorranno quindici giorni prima di assaggiarle, spero di resistere 🙂

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firma

  1. Che ricette affascinanti Sally, sono sempre le tue!
    Anch’io ho avuto un bellissimo scranno accanto ad uno dei camini quando siamo vissuti in campagna e alla nascita di nostra figlia me ne hanno regalato uno piccino per la bambina, dove adesso sta seduto un peluche nella stanza piccola della casa al Lago. Adoro gli oggetti che fanno pensare ai nostri anni passati…

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    • Siamo donne d’altri tempi 🙂 abbiamo una trscorso ricco di ricordi e di emozioni, siamo molto vicine, non solo di blog! 😉
      Ormai le vecchie case dei parenti sono state amodernate, anche se il camino resta sempre il fulcro della casa, lo scanno è stato sostituito da comode poltrone 🙂 Ci resta la memoria per raccontare le tradizioni che ci appartengono.
      un abbraccio
      Sally

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    • Che bella notizia il tuo libro 😀 immagino l’impegno e spero ti lasci il tempo per stare un poco anche con noi 🙂
      prendi pure la ricetta, ne sarei onorata 🙂 grazie, grazie, grazie!
      un grande abbraccio e buon lavoro
      Sally

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