La mia pietanza preferita? indovina.
Il pesce: povero, ricco, brutto, grasso, magro, secco, d’acqua dolce e salata, in Quaresima e non. A colazione ……. non ancora ma potrei valutare anche questa possibilità. Ho incontrato Progetto Donna (di cui vi parlerò meglio nei prossimi giorni), donne che gestiscono il settore amministrativo del Mercato Ittico all’ingrosso di Civitavecchia. Con queste Donne abbiamo parlato la stessa lingua, loro promuovono la conoscenza e il consumo del pesce povero, dove l’attributo povero indica esclusivamente il suo valore commerciale. Se il mare della superficie terrestre ospita mille mille millissimi pescetti, quanto devo campare per assaggiarli tutti? Devo mettermi all’opera, perché molte pescherie non propongono questa qualità di pescato. Il Fragolino, il Potassolo, non abbaiano e non mordono, a parte la stagionalità, trovarli esposti al banco del pesce è difficile figuriamoci al ristorante. Credo che le Donne di Mare saranno presto mie care Amiche e mi guideranno alla conoscenza di quelle specie che ancora non conosco.
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cosa ho messo nel piatto
Riuscire a parlare di cibo è veramente difficile, io ci provo e per farlo devo ricorrere alla mia esperienza ai fornelli e a quella di consumatrice-banchettante, questo temine esiste non è farina del mio sacco :).
Mi sento privilegiata quando la mattina vado al mercato e posso scegliere cosa cucinare, conscia che altri avranno in tavola meno del loro fabbisogno, anche per questo motivo prediligo il concetto di acquistare meno e di qualità. Molti sono gli slogan accattivanti, io vorrei proporre il mio – vuoiti bene – questa invece è farina del mio sacco! 🙂 vuoi bene a te stesso, almeno una volta al giorno.
Io ho scelto il nutrimento per premiarmi.
Ho visto cose che voi umani ……. oggi ho visto una pasta eccellente: mortificata e condita con il minestrone, abbandonata all’olio e non accompagnata dalle vongole, ancora con un fondo di minestrone e bottarga, poi non ho voluto vedere altro.
Questo è in antitesi al rispetto delle materie prime, non c’è emozione.
Vorrei restituire la réclame a chi ha lasciato che capitasse questo danno – cucinare è come amare … o ti lasci prendere completamente e lasci perdere –
(H.V.Horne)
ruberia in cucina. Bauletti di indivia e gamberoni
Di recente a teatro, il Nino Manfredi di Ostia, ho assistito alla rappresentazione di Giorgio Albertazzi che racconta Puccini. Avevo il timore che la messa in scena fosse impegnativa, che non avrei mantenuto la concentrazione o peggio che mi sarei annoiata. Nulla di tutto quel che avevo previsto, il Maestro ha sostenuto un monologo iniziale che mi ha preso da subito; tra ironia e distacco ha percorso la vita dell’autore, identificandosi in lui per ripercorrere i suoi passi, i legami sentimentali con le donne, diventate poi i personaggi femminili dei suoi drammi. L’attore ha esordito dicendo che spesso il lavoro di un artista è scopiazzato, saccheggiato, per essere usato in parte, da altri compositori. Un vero furto.

