un panino che sa osare


Il panino, inteso come merenda o sostituto di un pasto, per me ha un valore sentimentale che si lega ai ricordi della mia vita a Cagliari.

Se qui a Roma è tradizione  consumare la pizza a taglio in qualunque momento della giornata, a Cagliari si preferiva lo spuntino serale. Di conseguenza i locali iniziavano la produzione di pizza (limitata e tre gusti: rossa al pomodoro, con mozzarelle, ai funghi) e panini dalle cinque del pomeriggio.

Era il lontano 19 ……. ( questo è sintomo di vecchierellitudine 😀 😀 ), in un pomeriggio qualunque della settimana entrai per la prima volta nel piccolo bar di Pino e Rosa nel quartiere di S. Benedetto. Al tempo i bar si somigliavano, tranne alcuni che avevano “osato” ammodernarsi collocati al centro della città. Semplice e umile l’avresti confuso con altri, ma Pino gli aveva dato un’identità inconfondibile per due motivi: la preparazione di particolari panini e la musica dal vivo.
I proprietari, di origine siciliana, avevano vissuto a Tunisi per molti anni prima di essere colpiti anche loro dal decreto del presidente Borguiba, che volle l’espulsione degli “stranieri” non musulmani e di coloro non originari del luogo, sorte che toccò anche gli italiani in Libia. Investirono i loro risparmi nel locale Relais Bar a Cagliari.

Che nome azzeccato! I loro panini erano il trait d’union tra le due città, sposavano ingredienti semplici arricchiti da una particolare salsa piccante mai conosciuta prima che portò i cagliaritani a chiamarli “panini africani”. Farciti con patate lesse, uova sode, salame e tanti altri ingredienti  che non ricordo più; un solo morso a quella montagna farcita sostituiva una pietanza. Al Relais non si alzava la voce, ma si bisbigliava mentre si aspettava di ordinare il panino, educatamente in fila e senza numero eliminacode 😉
Dietro il bancone i coniugi Pluchino si muovevamo con lentezza e valeva sempre la pena aspettare, perchè alla fine Pino sfilava la tromba dalla custodia nera e cominciava a suonare. Il nome originale del bar fu dimenticato e sostituito ufficialmente con “panini africani”; anche Pino aveva osato con la sua ricetta, proponendoci un pizzico di quella cultura che lo aveva adottato. Il bar ancora esiste, il suono della tromba si è spento con Pino.

Da allora il mio concetto di panino s’ispira a quello africano e deve contenere più di tre ingredienti, come a dire: vorrei un panino con dentro il dinosauro, ma ho finito il pane 😀
Ho aperto il frigorifero e …….

Oggi voglio osare, spinta dal tema del contest di Acetaia Guerzoni “il panino svuota frigo”.

panino tostato con fragole
alla crema di aceto balsamico e insalatina fresca

DSC_0253

occorrente per osare:
crema con aceto balsamico di Modena bio Demeter IGP  Acetaia Guerzoni
2 grandi fette di pane fatto in casa, con alveoli fitti
2 fette di melanzana spesse due centimetri
5 noci sgusciate
2 fette di formaggio Gran Mugello
1 fragola non troppo matura
fiocchi di sale al limone Falksalt
1 cucchiaino di pesto genovese fatto in casa
olio extravergine di oliva

per l’insalata mista:
songino, tarassaco, cicorietta, spinaci, rucola
semi  di grano saraceno, semi di sesamo, semi di girasole, semi di chia
Bianco bio Demeter Acetaia Guerzoni
olio extravergine di oliva
fiocchi di sale naturale Falksalt

per grigliare ho utilizzato il tostapane orizzontale che permette una cottura a pressione.

  • metto a grigliare fette di melanzana, unte con qualche goccia d’olio fino ad eliminare l’acqua; dopo dieci minuti avranno raggiunto la cottura senza rompersi;
  • metto a tostare per pochi minuti anche le fette di pane, il tempo necessario per ammorbidirle e poi procedo con la farcitura: spalmo il pesto su una fetta di pane, dispongo le fette di melanzana, le noci sbriciolate, il formaggio, la fragola tagliata a fette sottili  cosparse di crema di aceto balsamico e fiocchi di sale, chiudo con l’altra fetta di pane e metto a tostare per due minuti per far ammorbidire il formaggio
  • lavo e asciugo le foglie di insalata e le condisco con olio, semi misti, fiocchi di sale e Bianco bio.

DSC_0259

firma

Con questa ricetta partecipo al “CONTEST 2016: il panino svuotafrigo”

Intestazione

 

 

 

  1. La storia è una storia meravigliosa e la sposo in toto con tutta la tua grazia nel raccontarla mentre per il panino non so… non amo i troppi ingredienti mescolati e ho preferenze molto più semplici non dico il classica ‘pane e mortazza’ …certamente l insalatina il resto max tre ingredienti
    Sherabbraccicaldipolpettonepisellininsalatina

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  2. Sally complimenti per il tuo blog, ti leggo con attenzuione solo oggi, anche se avevo messo dei like in precedenza, e scopro esperimenti, accostamenti nuovi, bellissime storie che parlano di grande cuore. Brava davvero, è un piacere seguirti.

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