definizione di un attimo. Croissant


Il tempo è vita. Uso il mio tempo per progettare il mio futuro, per realizzare i sogni, lo investo in attività proficue e anche a pigrottare e bradipare;
Tutti abbiamo pensato almeno una volta che il tempo a disposizione non fosse sufficiente e ci è sembrato nemico, lui passa e s’impadronisce del nostro dire e del nostro fare, invece è nostro alleato se gli permettiamo di lavorare aiutandoci a lenire un dolore.

Ti auguro tempo.

Non ti Auguro un Dono qualsiasi
ti auguro soltanto quello che i più non hanno
Ti Auguro Tempo, per divertirti e per ridere
se lo impiegherai bene, potrai ricavarne qualcosa
Ti Auguro Tempo, per il tuo Fare e per il tuo Pensare
non solo per te stesso, ma anche per donarlo agli altri
Ti Auguro Tempo, non per affrettarti e correre
ma  tempo per essere contento
Ti Auguro Tempo, Non Soltanto per Trascorrerlo
ti auguro tempo perché te ne resti
tempo per stupirti e per fidarti
e non soltanto per guardare all’orologio
Ti Auguro tempo per Toccare le Stelle
e tempo per crescere, per maturare
Ti Auguro Tempo per Sperare
nuovamente e per amare
non ha più senso rimandare
Ti Auguro Tempo per trovare te stesso
per vivere ogni tuo giorno, ogni tua ora come dono
Ti Auguro Tempo anche per perdonare

Ti Auguro Tempo, tempo per la vita.
(traduzione della nota poesia “Ich wünsche dir Zeit”
di Elli Michler )

© Don Bosco Medien GmbH (casa editrice), Monaco di Baviera
http://www.donbosco-medien.de/ti-auguro-tempo/b-1/103
www.ellimichler.de

Vorrei aggiungere un ultimo verso: trova tempo per cucinare.
Io il tempo da dedicare alla cucina lo trovo sempre.
Oggi la scelta della ricetta è stata influenzata dalla temperatura che si è abbassata e dalla lezione di pasticceria al corso di Professione Personal Chef, con lo Chef Davide Mazza;
i croissant francesi, bbbbbbbbbbbbbunosssimi, burrosi, soffici, dorati e fragranti.

Croissant

croissant preparazione

Adottate la ricetta che più vi piace, io non uso la margarina o grassi vegetali nella preparazione dei dolci, tranne quando incontro richieste specifiche; quella che ho eseguito richiede una lunga lavorazione, almeno sei passaggi in frigorifero per il riposo e olio di gomito.

occorrente per circa sessanta croissant:     primo impasto
per 500 gr di farina forte
250 gr circa di acqua – aggiungi se l’impasto è troppo teso.
40gr burro, qualche pizzico di sale, zucchero e 25gr di lievito

burro per il tournage almeno 250gr FREDDO
1 uovo per spennellare

Procedimento primo impasto:

Impasto tutti gli ingredienti nella planetaria o a mano, unisco sale e burro a metà lavorazione e impasto per circa venti minuti, ottengo un impasto elastico, metto subito in frigo coperto con pellicola per 6 ore circa a 4°/5°.

Tournage: Prendo il burro freddo e lo batto tra due fogli di carta forno, ottengo un rettangolo spesso 1/2 cm e ripongo in frigo.

Trascorse le sei ore, riprendo l’impasto e lo stendo sul ripiano sempre spolverizzato di farina, sgonfiando ed eliminando le bolle della lievitazione, a formare un rettangolo molto largo per accogliere il burro freddo, inizio con le pieghe – questo procedimento è complesso da spiegare, puoi farti aiutare dalle immagini su internet-. Metto in frigorifero per trenta minuti.

Ripeto questo passaggio per altre cinque volte, poi stendo l’impasto spesso meno di un centimetro, ritaglio i triangoli e formo i croissant sistemati su teglia coperta da carta forno, lievitano almeno due ore. Prima di infornare spennello con l’uovo sbattuto e spolverizzo con lo zucchero, inforno a 220° statico per sei minuti poi a 180° per altri otto minuti. Verifica che il colore raggiunto dai croissant sia ben dorato ma non scuro.

croissant

Ho fatto appena in tempo a fotografarli, sono finiti in meno di un attimo.

firma

buffet per due: kebab, medaglioni di burghul e melanzane al forno


Qual è il numero minimo di ospiti per organizzare un buffet? Due.
Il fine settimana può capitarmi di dover improvvisare, con poco margine di tempo per provvedere alla spesa, cene o spuntini per chi ha poco tempo tra uno spettacolo a teatro e una serata in discoteca con gli amici.

Queste che ti propongo, sono ricette che definisco quel che trovo cucino, un sistema adottato anche per consumare gli alimenti rimasti da precedenti utilizzi.
Avevo a disposizione:
burghul
pancetta
peperone
bocconcini di carne di maiale, agnello e pollo
melanzane
quinoa
yogurt naturale
uova
aglio, prezzemolo, cipolla, rosmarino, timo, alloro, limone
evo,  sempre molto poco nelle diverse preparazioni.

Ho utilizzato la carne per realizzare un kebab, infilando in due lunghi spiedini di legno i bocconcini (del maiale ne ho usata la metà) conditi con un battuto finissimo di rosmarino e cipolla, alternando la carne con le foglie di alloro. Ho cotto in tegame con poco olio a bassa temperatura per circa un’ora. Preparo la salsa per condire il kebab con yogurt, aglio, limone sale e pepe amalgamato in una piccola ciotola.
Quando gli spiedini di carne sono cotti, li passo in padella avvolti nelle fettine di pancetta per dare croccantezza e servo con la salsa a parte.

La quinoa e il burghul cotti come da indicazione nelle confezioni e lascio raffreddare.
Affetto la cipolla e metto nella padella con evo, a metà cottura aggiungo gli spicchi di peperone pulito dai semi e cucino per dieci minuti.
Separatamente cucino il maiale a fiamma alta per farlo dorare, tagliato a strisce e proseguo abbassando la fiamma, quando arriva a cottura verso due cucchiai di vino bianco, quando evapora, aggiungo la carne al peperone e cipolla, regolo di sale. Sistemo la quinoa nel piatto come fosse un tortino e intorno dispongo  il composto con la carne.

Preparo i mini medaglioni con il burghul mescolando con l’uovo, prezzemolo, timo, pangrattato, sale e pepe, scorza di buccia di limone, friggo in olio di semi ben caldo e accompagno con una salsa ben amalgamata di peperoncino, aglio, pomodoro fresco, sale pepe e qualche goccia di limone.

La melanzana divisa a metà nel senso della lunghezza con tagli centrali per favorire l’assorbimento del condimento con: evo, aglio, prezzemolo, pangrattato e passate in forno per trenta minuti a 180°, preparo una crema di cipolla cotta a fuoco lento con il vino bianco , quando si ammorbidisce è pronta per essere frullata.

crocchette burgul

Tutto si presta per essere interpretato.

firma

cacio e pepe, gusto ovunque


Ci sono occasioni d’incontro che voglio siano informali senza dover rinunciare al piacere di ricevere.
Avvantaggiare la semplicità e la qualità si dimostra sempre un’ottima scelta, mi è capitato che l’ospite si presentasse senza preavviso e non vorrei mai rischiare di farlo sentire a  disagio, ma accoglierlo e metterlo a proprio agio.
Che cosa cucinare e come arredare la tavola sono questioni facilmente superabili, non ho l’abitudine di avere il frigorifero e la dispensa pieni, gran parte della spesa la faccio di volta in volta, ho quello che mi occorre e di cui faccio spesso uso;  per la tavola penso alla funzionalità senza perdere di vista l’eleganza.

Cacio e pepe

pasta Rummo1

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spuma di pesce sughero, anche sempre.


La mia pietanza preferita? indovina.
Il pesce: povero, ricco, brutto, grasso, magro, secco, d’acqua dolce e salata, in Quaresima e non. A colazione ……. non ancora ma potrei valutare anche questa possibilità. Ho incontrato Progetto Donna  (di cui vi parlerò meglio nei prossimi giorni), donne che gestiscono il settore amministrativo del Mercato Ittico all’ingrosso di Civitavecchia. Con queste Donne abbiamo parlato la stessa lingua, loro promuovono la conoscenza e il consumo del pesce povero, dove l’attributo povero indica esclusivamente il suo valore commerciale. Se il mare della superficie terrestre ospita mille mille millissimi pescetti, quanto devo campare per assaggiarli tutti? Devo mettermi all’opera, perché molte pescherie non propongono questa qualità di pescato. Il Fragolino, il Potassolo, non abbaiano e non mordono, a parte la stagionalità, trovarli esposti al banco del pesce è difficile figuriamoci al ristorante. Credo che le Donne di Mare saranno presto mie care Amiche e mi guideranno alla conoscenza di quelle specie che ancora non conosco.

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mi piace e non mi piace. La mia cucina


Ho tardato ad avviare il blog perché non trovavo qualcosa da comunicare pubblicamente, anche la parola blog mi spaventa, lo chiamerò “quaderno” di fogli legati da un filo conduttore. Il cibo, che per me rappresenta il veicolo sul quale viaggio, è allo stesso tempo lo strumento per apprendere e realizzare il proprio gusto.

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