bavarese, castagne e cioccolato. Maschio o femmina?


Le buone notizie mi distolgono da altri pensieri e mi rendono partecipe della felicità di chi le vive in prima persona.

A novembre, durante un pranzo mentre versavo il vino, Anto’ mi dice che il calice di Flò l’avrei dovuto riempire d’acqua. Erano emozionati e lo sarebbero stati ancora e ancora di più nel comunicare la bellissima notizia: la famiglia sarebbe cresciuta 🙂
Istinto, empatia o forse perchè sono una strega, prima di fare qualsiasi domanda ho esordito con: “è femmina!” 😀 😀 e ci ho visto bene 😀

Sofia nascerà a fine maggio nel pieno della primavera, con tutti i suoi profumi e la accoglieranno coloratissimi fiori e io mi sentirò un po’ sua zia 😀 a lei è dedicato questo dolcetto

bavarese per Sofia

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Cioccolato o cioccolata? Maschile o femminile? Una curiosità presto spiegata che definisce CIOCCOLATO “la pasta di cacao e i suoi derivati solidi”.
CIOCCOLATA “alimento costituito da una miscela di cacao e zucchero, con eventuale aggiunta di aromi, essenze o altre sostanze che viene venduto in polvere o sotto forma di tavolette, cioccolatini e ella versione liquida come bevanda”. (fonte internet)
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melannùrca al caramello, la tentazione della dolcezza


Un rito che nella mia famiglia si è sempre perpetrato, è quello di concludere il dopo cena con un dolcetto.
Il mio babbo, che produceva un liquore di mirto denso e dal colore viola che tingeva il bicchiere, a fine serata si concedeva due dita del suo liquore preferito che versava in un piccolo bicchierino da rosolio e sorseggiava. Ero ancora minorenne per condividere il gusto di quell’elisir, ma non volevo essere esclusa dalla magica atmosfera che avvolgeva quel momento dove erano presenti anche i miei fratelli e quindi per me c’era un dolcetto speciale: il carrarmato, una barra spessa di cioccolato di vari gusti, formato da quattro grossi quadrati; il mio preferito era quello bianco al latte, di colore giallo paglierino e dal profumo di vaniglia che ancora ricordo.

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cioccolata non da sola, nella torta con le pere


Questa è una torta semplice, soffice, cremosa, stagionale e soddisfa la golosità di molti. La presenza della frutta conferisce una buona dose di umidità che facilita la conservazione per qualche giorno in frigorifero. Puoi sostituire la farina di frumento con quella di riso e sarà apprezzata anche da chi è intollerante al glutine; se usi l’olio di semi o l’olio extra vergine di oliva al posto del burro, la tua coscienza sarà messa a tacere per l’assenza di grassi animali e potrai gustarne più di una fetta.

torta al cioccolato con molte pere

Occorrente per 12 porzioni:
5 uova fresche
2 tuorli
3oogr zucchero
30gr miele
300gr farina “0” setacciata
65gr  polvere di cacao amaro setacciato
80gr burro fuso a temperatura ambiente
700gr pere abate sode
4gr di cremor tartaro e un pizzico di bicarbonato
ricorda di accendere il forno a 180° statico e cuoci per 25 minuti.
Tutte le uova con lo zucchero e il miele in un tegame antiaderente, metto sul fuoco a fiamma media , mescolo con la frusta e porto a 40° – se non hai il termometro adatto conta lentamente fino a quaranta – tolgo dal fuoco e metto nel cestello della planetaria (frullatore o minipimer è equivalente) al massimo della velocità per far montare a schiuma le uova.
Sbuccio le pere, una la tengo da parte affettata in sei spicchi, le altre le taglio a cubetti non troppo piccoli e le metto in ammollo in acqua per non farle ossidare.
Se l’impasto ha raggiunto la giusta consistenza unisco farina, cacao e lievito e mescolo con il leccapentole dal fondo verso l’alto per non smontare la massa.
Aggiungo il burro e ripeto l’operazione di mescola in modo da incorporare la farina rimasta.
Verso tutte le pere a cubetti, scolate per bene dall’acqua, lavoro ancora con la paletta e verso nella teglia infarinata e imburrata, decoro con le fette di pera poggiate  in circolo, non troppo vicine. A cottura della torta, spengo il forno, socchiudo lo sportello per quindici minuti, poi tolgo la tortiera e la poggio sopra una griglia che sia rialzata dal piano e permetta il raffreddamento. Aspetta tre ore prima di servirla con una pioggia di zucchero a velo, se preferisci accompagnala con una crema all’arancia e vaniglia. Oggi ho potuto gustarla all’aperto, al sole ancora piacevole di questo autunno così gentile.