pane con peperone e alici, spuntino fuori orario


Anche queste feste sono prossime per essere consumate, solo due giorni per assaggiare i nostri manicaretti tra un “che buoooono” e tanti “bravissima” e ci troveremo stoviglie da lavare e cucine da rassettare, ma ne è valsa la pena!

Buone Feste a tutti, ai vostri cari e ai vostri animaletti .

In queste due settimane ho trascorso le giornate ai fornelli senza sosta e la notte, con la sveglia del telefonino sotto il cuscino per svegliarmi alle tre del mattino, ad infornare colombe che poi sono finite appese a testa in giù per tutta la casa, fili che pendevano come altalene a sostenere chili di dolcezza. E ancora ne devo infornare :)

Il pranzo per me è diventato un optional, mi sono nutrita di carote e mi trasformerò in coniglio se continuo a mangiarle, l’adrenalina e il senso del dovere mi tengono ancora in piedi, forse rischierò di accasciarmi  sul tavolo a ronfare durante il pranzo di Pasqua.

Urge un’alternativa alla radice arancione, così mi preparo una pietanza saporita e veloce  ma soprattutto sfiziosa.

piccolo toast con alici e peperone

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occorrente per due crostini:
2 peperoni
200 gr di alici fresche
pane tipo pagnotta
1 melanzana grande
olive, fiori di salvia e mela per decorare
olio extravergine d’oliva
fiocchi di sale al peperoncino affumicato Falksalt

  • ho cotto i peperoni arrosto, una volta freddati ho eliminato la buccia e li ho affettati della stessa larghezza delle alici
  • taglio la melanzana a fette verticali spesse mezzo centimetro, le spennello con poco olio e un pizzico di sale su tutti i lati, le passo in padella ben calda a  fiamma media fino a quando prendono colore e perdono il loro liquido
  • pulisco le alici eliminando testa, coda e lisca aprendole a libro, le dispongo sulla teglia ricoperta di carta da forno con qualche goccia di olio, le cuocio in forno a 180° per 5 minuti e lascio raffreddare
  • affetto il pane e metto in forno con il grill per due minuti
  • sopra un foglio di carta da forno dispongo la fetta di melanzana e sopra alterno un’alice a una fetta di peperone, fino a riempire tutta la superfice della melanzana; con un coltello bel affilato taglio i quatto lati per ottenere un rettangolo, rovescio sopra la fetta di pane, condisco con un filo d’olio, olive,fette di mela e qualche fiore di salvia, completo con fiocchi di sale al peperoncino affumicato.

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la colomba Materana


Vola ..Vola bella!! L’ulivo in bocca non l’avrai mai ma porterai pace a tutte quelle bocche golose!! Vola…Vola candida e soffice!! Fatta da mani che ti conoscono bene. Fai sorridere anche  loro…con l’acquolina in bocca. Vola..Vola profumata !! Sei cresciuta lentamente sotto gli occhi di tua madre. Mi ricordi un po tuo fratello nato in Dicembre. Vola…Vola ben attesa! Da tutti che ti aspettano come sempre… anticipatamente. Senza di te la tradizione non ha gusto.
il commento dello Chef Mario Andrisani alla fotografia.

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torta al cioccolato, la sorpresa nell’uovo per Carlo


Quando ho la conferma di essere stimata pur non avendo dimostrato completamente il mio valore, mi sento quasi imbarazzata e una sorta di timidezza cerca di prendere il sopravvento, se a questo aggiungo di essere inclusa tra gli amici di Carlo il mio cuore si riempie di gioia.

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un dolce salato, un salato dolce: il bugalof


Mi sono accorta che in precedenza avevo nominato il bugalof senza raccontare la sua origine e oggi è arrivato il momento di riconoscergli il ruolo che riveste nella mia cucina.

Premetto che da bambina avevo una particolare predisposizione a pasticciare e mescolare improbabili ingredienti che nella mia fantasia diventavano la pappa per le bambole, in realtà poi costringevo i miei compagni di gioco a sostituirsi alle bambole e per finzione lasciarsi imboccare.
“E’ per gioco” dicevo, per rassicurarli che le foglie di geranio pestate con la pietra mista a terra umida non erano cibo; da abile ricattatrice e soprattutto di statura più alta, ero riuscita a convincere qualcuno di loro ad assaggiare con la punta della lingua quelle incredibili schifezze, con la complicità della mia amichetta Graziella che a volte li teneva in ostaggio.
Sono sopravvissuti tutti, e da questa esperienza ho imparato che cosa sono gli addensanti; la comprensione della differenza tra finzione e ricatto è arrivata mooooolto dopo ……. con il tempo.

Gli esperimenti e gli errori non sempre hanno dato un esito negativo per mia fortuna, sbagliando s’impara, così è stato per il bugalof, nome che deriva da “bisogna rifarlo” pronunciato con la bocca piena di una fettona di bugalof.

Se la regola fondamentale in cucina è: assaggiare, assaggiare, assaggiare, io la rispetto rigorosamente quando si tratta di farine; un pizzico anche due per gustarle e cercare di comprendere quale sapore risulterà dopo la cottura.

Adesso nella mia dispensa ho diciassette farine:
Solina integrale
Trebula (mix di farine integrali di cereali e legumi)
Granito (semola rimacinata finissima, tipica Sarda per dolci)
Semola Senatore Cappelli
Semola rimacinata Senatore Cappelli
di Timilia (o tumminia)
grano Saraceno
Kamut®
Petra
di riso / di soia / di mais / di farro / integrale / di castagne/ manitoba / mix gluten free, si sono aggiunte
einkorn e multicereali, le farine del Molino Grassi della linea qualità bio e così sono diventate 19!!

Bugalof con peperoni e cipolla

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Einkorn è un’antica varietà di cereale e fonda le sue origini in Medio Oriente. Gli antichi romani già conoscevano Einkorn ed era chiamato Triticum Monococcum, oggi è anche conosciuto come “piccolo farro”.

 

occorrente per un bugalof da un chilo con lievito madre :
75 gr di latte fresco intero (temperatura ambiente)
20 gr di zucchero
105 gr di lievito madre di semola rimacinata Senatore Cappelli
1 uovo a temperatura ambiente
230gr di farina qualità bio einkorn di Molino Grassi
1 cucchiaino di sale
1 cucchiaino di scorza di limone grattata
200 gr di peperoni arrosto
200 gr di cipolla bianca
i cucchiaio di olio extravergine di oliva
2 bicchieri di birra
sale, pepe nero al mulinello
60gr burro a temperatura ambiente

stampo per ciambellone imburrato e spolverizzato di farina
prepara il forno a 180°

bugalof con lievito di birra:
210 gr di latte fresco intero (tiepido 30°)
50 gr di lievito di birra
300 gr di farina tipo “0″ più qualche manciata
gli altri ingredienti restano invariati

  • fai soffocare la cipolla affettata in padella con l’olio a fuoco dolce, dopo un minuto versa lentamente la birra, aggiungi il sale, pepe e copri con il coperchio, lascia cuocere fino a quando si ammorbidisce, togli il coperchio e fai evaporare per bene il liquido, spegni il fuoco e fai raffreddare
  • Impasta in quest’ordine: nel latte fai sciogliere completamente il lievito e unisci lo zucchero e l’uovo, impasta a bassa velocità per circa dieci minuti, in questo tempo unisci un poco per volta la farina setacciata alternata a pezzetti di burro, aggiungi il sale, infine la cipolla, i peperoni tagliati a strisce e la scorza di limone, ottieni un impasto omogeneo ed elastico
  • nel ripiano spolverizzato di farina versa il composto e spolverizza anche la superficie passando la farina al setaccio (colino a maglie fitte)
  •  lavora l’impasto portando il bordo esterno verso il centro, con delicatezza e poi metti l’impasto dentro un recipiente capiente, fai lievitare fino al raddoppio del volume in ambiente a temperatura costante di 20°, saranno sufficienti 40 minuti
  •  trascorso il tempo della lievitazione, ripeti il passaggio precedente e dai una forma circolare all’impasto, disponi nello stampo e inforna per  40/50 minuti, fai raffreddare prima di sformarlo.

Per il pic-nic, come apristomaco o spuntino salato, provalo e mi dirai.

Per la versione dolce, sostituisci la cipolla con la cioccolata e il peperone con la frutta secca.

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Con questa ricetta partecipo al contest di Molino Grassi

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cioccolato e wasabi per contrastare i finanzieri


Questa volta volevo spaventarvi con finanzieri e wasabi nella stessa ricetta, perchè di questo si tratta e non di evasori  nè di stupefacenti, ma di droghe ;)

Il mio babbo era un finanziere e gli piacevano le erbe profumate  (acci, mi stò mettendo nei guai, intendo davvero erbe di campagna ……. prima della fine di questo articolo rischio che la polizia postale si materializzi sul monitor!!! faccio uno squillo al mio avvocato e mi metto avanti con il lavoro), in particolare l’elicriso, ne coglieva piante intere che appendeva nella sua stanza e profumava di liquirizia.
Gli piaceva masticare le foglie di menta e quando rientrava dalle sue passeggiate aveva sempre un fiorellino all’occhiello della sua giacca.

Conservo ancora il suo cappello da alpino che profuma di liquirizia e brillantina; mi interrogo come un militare che svolgeva servizio sulla costa indossasse un copricapo di montagna, il contrasto è evidente!  Se si fosse trattato di un errore? Non è dato saperlo ed è meglio non indagare …….   Menta ed elicriso non potranno mai mancare nella mia terrazza.

 

finanziere al cioccolato fondente, wasabi
e salsa alla menta

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 La realizzazione di questi dolcetti richiede poco più di quaranta minuti, l’abbinamento e i contrasti
tra l’amaro del cioccolato fondente e il piccante del wasabi, la morbidezza dell’impasto
e la croccantezza del cioccolato li rendono particolarmente speciali e adatti a tutte le occasioni, anche ad un contest

occorrente per 16 finanzieri:
175 gr di zucchero a velo
150gr di burro di qualità
50 gr di  farina qualità bio multicereali
85 gr di farina di mandorle
90 gr di cioccolato fondente sbriciolato
150 gr di albume
10 gr di wasabi in pasta
qualche foglia di menta
1/2 bicchiere di latte fresco intero
pezzi di cioccolato fondente
preapara il forno a 180 °

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  • in un piccolo tegame fai bollire il latte e aggiungi le foglie di menta, lascia in infusione per 20 minuti, trascorso il tempo elimina la menta e aggiungi il cioccolato, rimetti il tegame sul fuoco a fiamma bassa e lascia fondere completamente, metti da parte la salsa che userai per servire il finanziere
  • in un piccolo pentolino, a fiamma alta, fai sciogliere il burro fino a quando assume un colore nocciola, poi versalo  in un contenitore per farlo raffreddare
  • con le fruste mescola l’albume e lo zucchero a velo senza montarlo a meringa, poi unisci la farina e le  mandorle in polvere  quindi aggiungi il wasabi e ottieni un impasto morbido e cremoso
  • incorpora delicatamente all’impasto anche il burro  e per ultimo il cioccolato a piccoli pezzetti
  • versa l’impasto negli stampi in silicone ricoprendoli per 3/4 e inforna per 15 minuti circa – se utilizzi quelli in metallo rivestili di burro e farina -
  • sforna e aspetta che siano freddi prima di servirli, accompagna con la salsa al cioccolato.

 

coccoledidolcezzabanneretoilecon questa ricetta partecipo al contest di Coccole di dolcezza “Contrasti”

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cavolo! zucca e guanciale di Amatrice


cavolo! accipicchia! mannaggia! ciumbia! zozza paletta, mannaggia li pescetti …….  che sia ammirazione, stupore, impazienza o contrarietà,  alzi la mano chi non ha imprecato almeno una volta; a me capita, non di rado e soprattutto in questo periodo a causa di un forte dolore che mi ha compromesso la spalla destra, limitando i movimenti e riducendo notevolmente le ore di sonno.

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crema di pomodoro che profuma di Grecia e un po’ di primavera


Nutrivo la speranza che la primavera avesse spalancato le porte per scaldare prepotentemente le prossime giornate di marzo, speranza mal riposta visto l’abbassamento improvviso delle temperature!
Questo mi fa riflettere su quante volte ho sentito dire “non me lo aspettavo”, se poi è preceduto “da te non me lo aspettavo” mi sento comunque mortificata anche dalle sue accezioni; l’affermazione dichiara esplicitamente: non ti reputo capace di quanto hai fatto, o detto, o pensato, perchè io ti conosco così profondamente da sapere, quali siano i tuoi limiti.

 

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pasta di semola, un “pizzico” di gioiello


La bellezza di questa pasta fatta a mano  ricorda l’arte orafa della filigrana Sarda e merita la passione di queste parole
……. Sa conca a pala mujada
Subra su tuju tou b’ est salenu meu
Pesa sas laras tua bellas
Durches che-i su mele subra sas mias
Balla, balla che una foza
In brazos de su entu …….

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petto d’anatra e tartufo di Calvello, il duck test


« Supponete di vedere un uccello gironzolare in un’aia. L’uccello non ha alcuna etichetta che lo identifica come ‘anatra’. Ma sembra certamente un’anatra. Inoltre, giunge allo stagno e notate che nuota come un’anatra. Apre poi il suo becco e starnazza come un’anatra. Bene, a questo punto siete probabilmente giunti alla conclusione che quell’uccello è un’anatra, che indossi un’etichetta o meno. »

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