burrata affumicata in casa, una messa a fuoco ben riuscita


D’estate la mia cucina si trasferisce in terrazza, divento la Regina del barbecue! Le verdure, il pesce, la carne e il pane mi temono, sanno bene che finiranno arrostiti!

Posso dire barbecuista?
puoi dire tutto quello che vuoi sei tu la cuoca (Tuttopensare).

Quando la sera preparo il fuoco, durante le due ore in cui attendo che diventi brace, ripulisco le piante, sistemo i vasi e poto le erbe aromatiche. Ho il mio bel da fare con ventidue balconiere e venticinque vasi tra piante, piantine e spezie. Poi arriva il momento di preparare la griglia, distendere la brace e mettere i malcapitati al fuoco e tutto termina con una bella cenetta preceduta da innumerevoli scatti fotografici alla pietanza, il sottofondo musicale e il profumo del mare. Fin qui tutto bene.

Poi ci penso e ci ripenso, passo davanti a quelle ceneri ancora calde e non mi piace proprio, non mi rassegno al fatto di non poter sfruttare quel calore. Qualche volta è capitato di aver sfruttato la carbonella prima che esalasse l’ultima fiammella, ma ci sono sere che non ne ho davvero voglia e mi trascino sotto la doccia. Questo mi ricorda Ursula, un personaggio di “Cent’anni di solitudine”, la sua pelle odorava di fumo …….  vado a farmi la doccia.

Continua a leggere

riso con pesce e ribes, piacerà a Sherazade?


Alla gola l’Oxymel seppe montare, 
mancava un pugno di piccole stelle; 
senz’ali i volatili non potevano volare; 
mancava un pugno di piccole stelle.
(La figlia del sarto)

La favolistica persiana è affascinante,  mescola mostri, sesso e religione.

Ci sono storie che iniziano così:

 وجود دارد ادعا شده بود که کسی وجود دارد غیر از خدا هیچ وجود دارد

(C’era taluno, non c’era qualcuno, oltre al buon Dio non c’era nessuno)

che introducono racconti di un principe serpente, uomini dal cuore di pietra, fanciulle astute che seducono e saggi giudici che sentenziano.

Continua a leggere

bieta di campo e ricotta di bufala, un coro di sapori per Marika


Che ci vediamo stasera? Lo domando al Tuttopensare quando voglio vedere un film.

Di andare al cinema non se ne parla proprio ed io ne sono la causa, la mia claustrofobia ha costretto anche Lui, vero appassionato di cinema, a rinunciare al grandissimo schermo e adeguarsi a uno un po’ meno grande tra le pareti della nostra casetta, cosa si fa per amore!
Grazie a questa sua passione la mia richiesta non è mai disattesa, e giusto l’altra sera ha scelto di vedere il film  les choristes  (i ragazzi del coro nella versione italiana).

Adoro la cinematografia francese. Silenzi che non suonano mai vuoti, personaggi che sembrano a disagio e storie delicate di fragilità e d’incontri.

Continua a leggere

frittelle salate, una cartolina delle vacanze


La passeggiata dopo cena a Villasimius prevede due soste obbligate, la prima alla nuova gelateria artigianale, dove ho gustato un cono senza glutine, con cioccolato e crema al latte di capra; la seconda al negozio di prodotti tipici Sardi per l’acquisto di un nuovo formato di pasta: pintada, (dipinta) che utilizzerò prossimamente.

Nello struscio serale le distrazioni sono tante, come ad esempio le mise improbabili dei turisti, che quest’anno non si son fatti mancare ogni sorta di strumenti  tecnologici come l’uso del tablet durante una corsetta mattutina; poi le nuove costruzioni in pietra che hanno cancellato vecchie e antiche case realizzate con mattoni di fango e paglia (ladiri),  e non potevano mancare le bancarelle; una in particolare mi ha incuriosito per l’originalità dei prodotti: cinte e bracciali di varie forme e color, ottenuti dal riciclo dei copertoni di biciclette, auto e camion.

Continua a leggere

melannùrca al caramello, la tentazione della dolcezza


Un rito che nella mia famiglia si è sempre perpetrato, è quello di concludere il dopo cena con un dolcetto.
Il mio babbo, che produceva un liquore di mirto denso e dal colore viola che tingeva il bicchiere, a fine serata si concedeva due dita del suo liquore preferito che versava in un piccolo bicchierino da rosolio e sorseggiava. Ero ancora minorenne per condividere il gusto di quell’elisir, ma non volevo essere esclusa dalla magica atmosfera che avvolgeva quel momento dove erano presenti anche i miei fratelli e quindi per me c’era un dolcetto speciale: il carrarmato, una barra spessa di cioccolato di vari gusti, formato da quattro grossi quadrati; il mio preferito era quello bianco al latte, di colore giallo paglierino e dal profumo di vaniglia che ancora ricordo.

Continua a leggere

semicaldo di pane e ricotta di bufala, l’amuse bouche antispreco


Al caldo c’è rimedio? si, un climatizzatore!  :D:D :D

Se il condizionatore può aiutarmi a superare questo caldo che non mi fa dormire, una ricetta rinfrescante rende tollerabile anche il pasto serale, evitando di accaldarmi ai fornelli!

In questo preciso momento mi trovo in vacanza e trasmettono la partita di calcio Italia-Uruguay, mentre il Tuttopensare è spalmato sul letto a guardare la tv, io sono comodamente seduta e chiacchiero con voi. Perchè non seguo la partita?
Lo dico sottovoce: mi annoia da morire il calcio, riesco a guardare le immagini e non vedere cosa stia succedendo, la mia mente vola altrove ……. e rischio di fare domande banali che farebbero saltare dal letto Tuttopensare. Allora cosa faccio?
cucino!!! :D :D  da questo non potrò mai andare in vacanza.

Continua a leggere

‘a caccavella con patate e provola


Cantava Nino Taranto
…….

Dimme, dimme, chi t’ha fatto,
chi ha commesso stu delitto…
Io só’ cotto, só’ stracotto:
faccio ll’uocchie ‘e pesce fritto!…
Pure ‘a notte, dinto lietto,
mm’arrevoto, zompo e scatto…
Io pe’ te mme comprometto!
Parola d’onor…
Parola d’onor!…

Sóngo stato da lu curato,
sngo stato da lu curato…
Gli ho confessato
che, per colpa della mia bella,
io mme sfogo cu ‘a caccavella!
Cu ‘a caccavella…
Mm’ha risposto lu buon curato
“Tu, fratello, sei rovinato…
tu sei inguajato:
nell’amore ci vuol pazienza,
devi fare la penitenza:
tre giorni…senza…!”

ma la caccavella che propongo non è una canzone né uno strumento, bensì una pasta molto particolare che dall’invenzione di Antonino “il Pastaio”, della Fabbrica della Pasta di Gragnano,  ha dato forma ad una grande conchiglia, contenitore perfetto per una ricetta della tradizione Napoletana: pasta patate e provola, un primo piatto al tempo stesso povero per i suoi ingredienti ma ricco di sapori e calorie, poco adatto per un pasto estivo, ma che oggi invece si presta per raccontare  di “Terra di Fuoco” il contest dedicato alla diffusione della conoscenza dei prodotti di eccellenza campani tra blogger e appassionati.

……. la  Campania non è solo Terra dei Fuochi: è la regione in cui è nata la Dieta Mediterranea, per esempio. E dove sono prodotti la Mozzarella di Bufala Campana DOP, la pasta di Gragnano, il pomodoro San Marzano, per citare solo tre tra i prodotti che più ci rappresentano nel panorama enogastronomico mondiale. (dal blog di Teresa)

La ricetta che ti propongo è un primo piatto di pasta ma conserva la cremosità tipica della minestra campana che non è mai brodosa, è azzeccata. La prima volta che l’ho assaggiata, grazie al Tuttopensare conoscitore e frequentatore di Napoli, ho realizzato che la Campania aveva molto di cui vantarsi! Era dicembre nella strada di S. Gregorio Armeno tutto prendeva forma di presepe, anche la profumeria dove ero entrata per acquistare qualche regalino si era trasformata in rivendita di luminarie e statuine che rappresentavano i personaggi pubblici del momento; uomini e bambini attrezzavano lungo la via scenari natalizi, era il 1994.
Finimmo la serata di fonte al piatto fumante di una pasta con patate e provola e con la canzone di Pino Daniele napule mille culure che ci teneva compagnia.

Poi, grazie alla mia amica Filomena che mia ha regalato nu muzzc, nu piezz della sua terra, ho potuto preparare la ricetta.
Da anni nella mia cucina non mancano: la mozzarella di bufala, i pomodori del piennolo, la burrata, la mela annurca, il provolone del Monaco, i fagioli spollichini e non saprei tra questi quale preferire; oggi ho scelto questo formaggio, per il sapore così particolare che a me ricorda il Fiore Sardo, un formaggio prodotto da latte crudo intero di pecora, stagionato per oltre sei mesi,  per la cui produzione, un tempo, era utilizzato il caglio vegetale, da cui deriva il nome.

 pasta con papate e provola

DSCF1339

La ricetta più antica della pasta con patate e provola conteneva anche un altro ingrediente: la guancia di maiale il ovvero “mascariello”. Insieme al guanciale ho usato una prelibatezza della Penisola Sorrentina, il Provolone del Monaco DOP del saseificio di Cardito.
Il nome di questo formaggio probabilmente deriva dal mantello di tela di sacco – simile a quello dei monaci – che i casari indossavano per proteggersi dal freddo e dall’umidità durante la traversata in mare tra la Penisola Sorrentina e Napoli, dove sbarcavano con i prodotti da rivender; al mercato la gente iniziò a chiamare quei contadini “monaci”.
La caratteristica di questo formaggio, le cui origini risalgono al settecento, non risiede solo nelle sue proprietà organolettiche, che sarebbe già un buon motivo per assaggiarlo ;) ma nella tipicità della sua produzione. Il Provolone del Monaco DOP è il frutto di vari componenti, tipici dell’area di produzione dei Monti Lattari:
- l’utilizzo di latte crudo dell’Agerolese, razza bovina autoctona presente solo nelle zone di Agerola e Gragnano. La vacca Agerolese produce un latte di bassa resa ma di alta qualità che si utilizza anche per la produzione di altri formaggi;
- è un formaggio semiduro a pasta filata, stagionato per 7/8 mesi, tempo necessario per lasciare inspessire la crosta mentre la pasta ingiallisce e assume un sapore sempre più piccante, senza perdere morbidezza e l’elasticità.
L’espansione della città di Napoli costrinse l’emigrazione degli agricoltori dalle campagne verso i Monti Lattari per proseguire l’allevamento del bestiame e coltivare la terra. Ebbe inizio così la lavorazione di alcuni formaggi tra cui il caciocavallo e il provolone, ancora oggi molto rinomati.

occorrente per due commensali:
2 caccavelle
mezza cipolla bianca
una manciata di foglie di sedano
1 carota piccola
200 gr di patate a pasta bianca
100 gr di provolone del Monaco DOP
80 gr di guanciale
6 pomodori datterino
sale e pepe al mulinello
foglie di basilico
1 cucchiaio di olio extravergine d’oliva
acqua calda
prepara il forno a 180°

  • tolgo la buccia e i semi dai pomodori e li taglio a dadini; trito separatamente e finemente la carota, le foglie di sedano, la cipolla, taglio a fettine il guanciale e le patate a dadini
  • in un tegame con l’olio lascio cuocere a fiamma bassa sedano e carote, dopo cinque minuti aggiungo la cipolla e il guanciale, proseguo la cottura fino a quando la cipolla diventa trasparente
  • unisco i pomodori e cuocio ancora un minuto poi verso le patate, sale e pepe e mescolo continuamente per non far attaccare al fondo del tegame, se durante questa fase hai difficoltà aiutati con qualche cucchiaio di acqua calda
  • a metà cottura delle patate aggiungo anche le foglie di basilico tagliate con le mani e porto a cottura, le patate dovranno essere ben cotte
  • faccio cuocere per quindici minuti le caccavelle in abbondante acqua salata, scolo e le posiziono dentro un piccolo contenitore di coccio, le ungo leggermente di olio  all’interno e all’esterno
  • quando le patate sono cotte e ancora fumanti e risulteranno cremose, le verso nelle caccavelle e aggiungo il formaggio tagliato a piccoli pezzetti, metto in forno per pochi minuti, il tempo sufficiente a far fondere il formaggio
  • sforno e aspetto qualche minuto prima di mangiare la pasta con patate e provola filante.

 

Con questa ricetta aderisco, partecipo e sostengo il contest “Terra di Fuoco”, cosa aspettate? fatelo anche voi!

logo terra di fuoco

 

logo_roccianera

firma

orata con cicoria: un “giro” in Val d’Agri


Il giro d’Italia quest’anno ha attraversato la Basilicata ed io ho avuto la fortuna di esserci in quei giorni, di vedere una schiera di ciclisti che percorrevano la salita che da Villa d’Agri portava alla tappa di Viggiano. Il mitico Luigi ha organizzato un’escursione ad hoc: fuoristrada con tanto di etichetta autoprodotta “concorso di fotografia digitale” e i pass pinzati sui giubbotti.
Il tempo incerto, tra sole e pioggia e un doppio arcobaleno, è stato un buon auspicio per tifosi del ciclista Pozzovivo, che la notte precedente avevano lasciato sull’asfalto parole di incoraggiamento per il loro beniamino.

Continua a leggere

maritozzo, per tutti un peccato di gola


Anche la cucina romana mi ha adottato e per renderle merito oggi realizzo un pane dolce dalle origini molto antiche: il maritozzo.
La sua storia ha radici nel tempo dei Romani, quando si preparava una grande pagnotta che potrebbe essere avo di questo dolce, impastata con farina, burro, uova, miele e insaporita con uva passa.

Continua a leggere

moscardini e patata, polpetti e polpette


In passato ho sempre usato con moderazione il telefono, cosa che attualmente non mi è possibile a causa dell’aumento dei miei impegni e
a causa della compagnia telefonica che mi bombarda con  allettanti promozioni, duplici messaggi con lo stesso testo e telefonate, per invitarmi a non perdere l’occasione di attivare nuovi servizi. Ammetto di interessarmi molto poco alle dinamiche della telefonia mobile e delle sue applicazioni, ma quando l’operatrice mi espone (legge la tiritera) l’offerta, io accetto e mi concentro sulla domanda:  lei mi assicura che non si rinnoverà automaticamente?

Continua a leggere