baccalà ai broccoli e l’anno si conclude


panettone 2016

Il tempo fugge così veloce che il cervello deve adattarsi ed alaborare ancor più velocemte concetti e azioni, che poi esprimo sintetizzando al massimo il concetto e …… cosa volevo dire???? 😀 😀

Si, questo 2016 è stato carico di lavoro e di grandi soddisfazioni!
Più di quaranta allieve/i nei corsi e lezioni di cucina; più di tremila piatti serviti ai miei ospiti; più di ……. (una cifra esagerata) panettoni e pandori confezionati e poi la febbre mia ha stroncata!

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seitan, questo sconosciuto e lo spezzato con verdure


Buon novembre!
L’hai già sentito dire che il Natale è alle porte o ti è bastato vedere i panettoni al supermercato?

Si comincia a parlare di diete prenatalizie: calare di peso per riprenderlo tutto insieme durante le prossime feste 😀 😀  e qualcuno la chiama prevenzione 😀  😀  che furbata!! Le scorciatoie non sono quasi mai percorribili impunemente e io so bene come va a finire!

Mi sono trovata spesso in situazioni imbarazzanti e per salvarmi ho sempre sfoderato gentilezza e una buona dose di educazione (parlo al passato …… attualmente sono molto meno diplomatica  😀  ), ma quella mattina ho ricevuto la lezione che meritavo.
Aspettavo l’autobus e un ragazzo cercava di vendermi alcune schedine del totocalcio precompilate, spiegandomi tutto d’un fiato che il suo sistema non poteva fallire. Cercai di interromperlo per dirgli che non ero interessata ma lui non voleva saperne, diventò pressante e io non emisi fiato.

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malloreddus, ed è subito casa


Lo spot pubblicitario più incisivo è  quello che mira ai nostri sentimenti, lo so e non mi lascio influenzare, ma quando sento nominare un prodotto sardo immediatamente associo immagini di figure e paesaggi che mi sono cari.

Tutte le nostalgie, soprattutto quelle dei sapori, secondo me sono strettamente incatenati ai luoghi a cui appartengono.  Il cibo territoriale non nasce a caso, si lega a tanti fattori che per questo lo rendono tipico e se non ne conosci il vero sapore non potrai riprodurlo nel modo migliore 😉

Questo è un invito a viaggiare in altre terre e nel cibo che esse offrono.
…….
Io vivo di accenti, di presentimenti
Profumi che sento nell’aria
E vivo di slanci, di moti profondi
Fugaci momenti di gloria
E nel silenzio del mondo
Io sento echi di infinito
…….               
(echi d’infinito A.Ruggeri)

e voi di cosa vivete?

malloreddus

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fagioli e vino rosso, siamo tutti un po’ vegani


Abbiamo storto il naso la prima volta che siamo entrati in contatto con la parola vegano, e io come voi ho subito elaborato una visione di erbette e nient’altro 😀
Avevo dubitato che la scelta di un’alimentazione così limitata non potesse soddisfare il fabbisogno nutrizionale e non conoscevo le motivazioni di questa preferenza. A dire il vero, le poche persone a cui avevo domandato cosa li avessero motivati a rinunciare a essere onnivore, mi avevano risposto che rispettavano e amavano gli animali e quindi non potevano cibarsene. Di seguito il pregiudizio nei confronti della dieta vegana è aumentato, non sapendo che il veganesimo non si riduce a un’opzione alimentare, ma è un movimento filosofico “basato su uno stile di vita fondato sul rifiuto – nei limiti del possibile e praticabile – di ogni forma di sfruttamento degli animali (per alimentazione, abbigliamento, spettacolo e ogni altro scopo” (Wikipedia).

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Islanda: dal mio punto di gusto e di vista


Raccontare un viaggio sintetizzando senza tediare chi ti legge non è cosa facile; ci provo, ma non ti prometto di riuscirci 😀 premetto che non mi piacciono le vacanze mordi-e-fuggi: alzataccia all’alba, corsa a visitare un’intera città in tre ore e poi via …… verso il materasso, sapendo che il giorno dopo ricomincerai da capo!! No, non fa per me, mi piace pigrottare e bradipare per provare quel senso di appartenenza e integrazione sentendomi abitante del luogo.
Abbiamo volato da Roma con Air Berlin,compagnia che sconsiglio caldamente: disorganizzati e approssimativi nelle informazioni non hanno saputo gestire una banale situazione d’emergenza. Dopo aver noleggiato un’auto abbiamo  percorso per due intere settimane in senso orario l’A1 (ring road, in islandese: Hringvegur), la strada che fa il giro completo di tutta l’isola partendo e rientrando a Reykjavik.

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cosa mi aspettavo dall’Islanda?


buon settembre!

Sono rientrata da una vacanza spettacolare, dove ho goduto di visioni meravigliose che se poco poco fossi credente avrei pensato di essere stata in paradiso, invece era…….

islanda

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un panino che sa osare


Il panino, inteso come merenda o sostituto di un pasto, per me ha un valore sentimentale che si lega ai ricordi della mia vita a Cagliari.

Se qui a Roma è tradizione  consumare la pizza a taglio in qualunque momento della giornata, a Cagliari si preferiva lo spuntino serale. Di conseguenza i locali iniziavano la produzione di pizza (limitata e tre gusti: rossa al pomodoro, con mozzarelle, ai funghi) e panini dalle cinque del pomeriggio.

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“l’amore è un gambero” e il gambero è un amore


Sera a teatro per assistere al monologo sul manuale d’amore di Riccardo Rossi, che nella sua elegante ironia spiega l’arte per affrontare al meglio tutte le fasi di una storia sentimentale, tutte le avventure che un amore deve affrontare per sopravvivere a se stesso.
I trascorsi amorosi che ci accomunano nelle storie d’amore sono unite dal filo conduttore dell’esperienza: la prima dichiarazione, l’ansia in attesa della telefonata che non arriva, la prima vera seduzione da adulti, la convivenza, il tradimento e la vendetta, il primo matrimonio a cui spesso ne segue un altro, quello vero.

L’immagine dell’umo descritto da Rossi è quella di un eterno bambino, al contrario della donna che si dimostra sempre più matura del proprio partner, pronta a rassicurarlo nelle situazioni in cui l’uomo si senta incastrato come può succedere dopo una notte di intimità.

Ripercorrere a ritroso, con l’esperienza del passato, come farebbe un gambero, ci fa comprendere che il vero amore è quello che più si ricorda, che ci torna in mente e ancora ci fa brillare gli occhi e sussultare intimamente

Il primo amore non si scorda mai, così è stato di fronte ad un vassoio di gamberoni 🙂 che oggi ho accompagnato con l’insalata insaporita da una salsa di aceto e mango, acquistata al mercato di Monaco di Baviera.

gamberoni al coriandolo e zenzero
con insalata al kumquat e aceto al mango

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mini torta di limette, senza glutine


Per la festa del mio compleanno di taaaaanti anni fa, la mia mamma preparò una torta alle mele che riscosse un grande successo: i miei compagnetti presenti alla festa, all’arrivo del dolce, istintivamente fecero scattare un applauso. Questo ricordo appartiene al Tuttopensare 🙂  l’ho costretto a rievocare episodi della sua infanzia che avessero un legame con questo tipo di dolce. Mi diverto ad ascoltare i momenti della sua fanciullezza, mi inteneriscono 😀 😀
Ha sempre amato la musica e da bimbetto s’immaginava dj: capovolgeva il suo triciclo poggiando il 45 giri di Obladi Oblada su una ruota che girava con le mani come fosse il piatto del giradischi  😀 😀
I bambini hanno una fantasia che va sempre  incoraggiata e sostenuta, premiata poi con un dolcetto 😉 magari uno piccolo così!

torta capovolta di limette della Palestina e mela verde
con crema spalmabile di pistacchio

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glutenfree

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spaghetti e torta salata, sapori e ricordi al formaggio


Quando ho sentito nominare per la prima volta le Marche avevo poco più di sei anni e ancora non andavo a scuola, i confini territoriali del mio piccolo mondo si estendevano da casa fino all’argine paludoso includendo la strada, la bottega della signora Ginetta, la latteria e il piccolo bar di Gigi. Erano per me tutti luoghi di divertimento tranne che da Ginetta: piccolo emporio alimentare che lei vigilava dall’alto del bancone che aveva la pedana rialzata e le permetteva di dominare l’ambiente nonostante il suo metro e venti di altezza. Usuraia e malfidata, concedeva credito ma solo su alcuni prodotti alimentari che vendeva a caro prezzo, tra i quali il pecorino era al primo posto seguito da altri formaggi e insaccati territoriali; il pregiato formaggio aveva due linee di vendita: polpa intera con poca crosta da mangiare col pane e grattugiato che invece comprendeva in prevalenza la crosta scartata e ben poca polpa.

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