seitan, questo sconosciuto e lo spezzato con verdure


Buon novembre!
L’hai già sentito dire che il Natale è alle porte o ti è bastato vedere i panettoni al supermercato?

Si comincia a parlare di diete prenatalizie: calare di peso per riprenderlo tutto insieme durante le prossime feste 😀 😀  e qualcuno la chiama prevenzione 😀  😀  che furbata!! Le scorciatoie non sono quasi mai percorribili impunemente e io so bene come va a finire!

Mi sono trovata spesso in situazioni imbarazzanti e per salvarmi ho sempre sfoderato gentilezza e una buona dose di educazione (parlo al passato …… attualmente sono molto meno diplomatica  😀  ), ma quella mattina ho ricevuto la lezione che meritavo.
Aspettavo l’autobus e un ragazzo cercava di vendermi alcune schedine del totocalcio precompilate, spiegandomi tutto d’un fiato che il suo sistema non poteva fallire. Cercai di interromperlo per dirgli che non ero interessata ma lui non voleva saperne, diventò pressante e io non emisi fiato.

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malloreddus, ed è subito casa


Lo spot pubblicitario più incisivo è  quello che mira ai nostri sentimenti, lo so e non mi lascio influenzare, ma quando sento nominare un prodotto sardo immediatamente associo immagini di figure e paesaggi che mi sono cari.

Tutte le nostalgie, soprattutto quelle dei sapori, secondo me sono strettamente incatenati ai luoghi a cui appartengono.  Il cibo territoriale non nasce a caso, si lega a tanti fattori che per questo lo rendono tipico e se non ne conosci il vero sapore non potrai riprodurlo nel modo migliore 😉

Questo è un invito a viaggiare in altre terre e nel cibo che esse offrono.
…….
Io vivo di accenti, di presentimenti
Profumi che sento nell’aria
E vivo di slanci, di moti profondi
Fugaci momenti di gloria
E nel silenzio del mondo
Io sento echi di infinito
…….               
(echi d’infinito A.Ruggeri)

e voi di cosa vivete?

malloreddus

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mini torta di limette, senza glutine


Per la festa del mio compleanno di taaaaanti anni fa, la mia mamma preparò una torta alle mele che riscosse un grande successo: i miei compagnetti presenti alla festa, all’arrivo del dolce, istintivamente fecero scattare un applauso. Questo ricordo appartiene al Tuttopensare 🙂  l’ho costretto a rievocare episodi della sua infanzia che avessero un legame con questo tipo di dolce. Mi diverto ad ascoltare i momenti della sua fanciullezza, mi inteneriscono 😀 😀
Ha sempre amato la musica e da bimbetto s’immaginava dj: capovolgeva il suo triciclo poggiando il 45 giri di Obladi Oblada su una ruota che girava con le mani come fosse il piatto del giradischi  😀 😀
I bambini hanno una fantasia che va sempre  incoraggiata e sostenuta, premiata poi con un dolcetto 😉 magari uno piccolo così!

torta capovolta di limette della Palestina e mela verde
con crema spalmabile di pistacchio

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glutenfree

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spaghetti e torta salata, sapori e ricordi al formaggio


Quando ho sentito nominare per la prima volta le Marche avevo poco più di sei anni e ancora non andavo a scuola, i confini territoriali del mio piccolo mondo si estendevano da casa fino all’argine paludoso includendo la strada, la bottega della signora Ginetta, la latteria e il piccolo bar di Gigi. Erano per me tutti luoghi di divertimento tranne che da Ginetta: piccolo emporio alimentare che lei vigilava dall’alto del bancone che aveva la pedana rialzata e le permetteva di dominare l’ambiente nonostante il suo metro e venti di altezza. Usuraia e malfidata, concedeva credito ma solo su alcuni prodotti alimentari che vendeva a caro prezzo, tra i quali il pecorino era al primo posto seguito da altri formaggi e insaccati territoriali; il pregiato formaggio aveva due linee di vendita: polpa intera con poca crosta da mangiare col pane e grattugiato che invece comprendeva in prevalenza la crosta scartata e ben poca polpa.

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pagnotta in pentola


L’arte della panificazione ha una storia antichissima che risale a molti secoli a.C., dagli Etruschi che coltivavano un grano tenero di qualità  adatto alla panificazione fino ai Greci che cuocevano oltre sessanta varietà di pane. Intorno al 170 a.C. il pane fa la sua comparsa a Roma, gli storici attribuiscono il merito ai prigionieri macedoni che trasmettono e insegnano ai Romani le tecniche di panificazione apprese dai maestri Greci: introducono l’uso del lievito, il forno chiuso e probabilmente anche modifiche alle macine.
C’è pane e pane: per i contadini, per la casa imperiale, per gli spettatori dei giochi circensi  a cui veniva distribuito gratuitamente; ma c’era un pane, il più raffinato, che si mangiava con le ostriche: l’ostearius. La ghiottoneria prodotta dai celebri fornai i Parti erano le focaccine lievitate e i Romani ne andavano pazzi, che apprezzavano anche una galletta  punica preparata dai Cartaginesi.

Le mie origini hanno sicuramente salde radici in quell’epoca, vista la mia passione per la panificazione e guarda caso risiedo a Roma 😉
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la colomba pasqualina


E anche l’ultima colombella ha spiccato il volo, lasciando il forno al suo solito tran tran profumato d’arancia e vaniglia.
Riuscirò a tentarti e portarti sulla strada della perdizione con questa ricetta? 😀 😀 😀 è una via senza ritorno! Se, come me, sarai ammaliata dai grandi lievitati, non ti resta che azzardare 😉
Sono così follemente innamorata dei lieviti che mi stupisco sempre della loro riuscita, perchè a volte è una scommessa di cui non conosco l’esito se non a fine cottura.
La ricetta di oggi è differente da quella precedente, questa che ti propongo compie diciotto anni e l’ho perfezionata nel tempo.

colombina e tanti Auguri!

fetta

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La Pasqua inizia dal bugalof


Mi sono accorta che in precedenza avevo nominato il bugalof senza raccontare la sua origine e oggi è arrivato il momento di riconoscergli il ruolo che riveste nella mia cucina.

Premetto che da bambina avevo una particolare predisposizione a pasticciare e mescolare improbabili ingredienti che nella mia fantasia diventavano la pappa per le bambole, in realtà poi costringevo i miei compagni di gioco a sostituirsi alle bambole e per finzione lasciarsi imboccare.

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fette biscottate con semola integrale: tempo al tempo


Una delle prerogative che da sempre ammiro del Tuttopensare è la costanza, al contrario di me che non riesco nemmeno a fare colazione nello stesso modo tutti i giorni. Lui non è rigoroso, dico solo che è più disciplinato e gestisce meglio di me le trasgressioni 😉 che  se fosse un virtuoso, un’anarchica come me l’avrebbe ignorata dal primo incontro e non sarebbe qui a fare da filo conduttore ai miei post 😀 😀 Nella convivenza, come in cucina, avvengono le contaminazioni e alcune peculiarità si trasferiscono; alcune ma non tutte, altrimenti Lui avrebbe imparato a cucinare.

Ci vuole tempo ……. e tenacia che a me in cucina non manca!

Ho replicato molte ricette in questi mesi prima di trovare le giuste proporzioni e infine ci sono riuscita, queste fette biscottate hanno la giusta consistenza e un sapore squisito, perchè ci vuole tempo per trovare ottimi ingredienti 🙂

fette biscottate con farina integrale iMurgini

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spìzzulu al Cannonau, un vero gioiello


La bellezza di questa pasta fatta a mano  ricorda l’arte orafa della filigrana Sarda e merita la passione di queste parole
……. Sa conca a pala mujada
Subra su tuju tou b’ est salenu meu
Pesa sas laras tua bellas
Durches che-i su mele subra sas mias
Balla, balla che una foza
In brazos de su entu …….

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il panettone senza glutine per congedare il 2015


Non potevo salutarvi senza l’ultima ricetta per concludere l’anno e lasciarvi ai festeggiamenti senza queste poche parole: la vita non è la festa che abbiamo immaginato? Ma visto che ci stiamo, allora balliamo. Scatenatevi e godetevi il nuovo inizio!

E’ stata una giornata come sempre impegnativa, ma averla condivisa con la mia cara amica Niky ha preso un’altra piega, quella della condivisione e dell’allegria.

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