E la notte dei cartelli. Che quella scema dell’Annuzza dice “non trovo la mia direzione” e allora facciamo dei cartelli per spiegargliela. E così penso ma io, ma io che cartello vorrei trovare, ogni mattina, sul palo dove lego la bicicletta?
E giù a piangere.
Perché ci sono dei cartelli che ci mettono dentro, che ci sistemano nel petto, nella pancia e nella testa da piccoli e poi quelli, hai voglia a dire “la concessione è scaduta” oppure “qui facciamo un senso unico”, niente, quei cartelli rimangono lì, e non c’è neve che tenga, non vengono giù.
Ci vogliono le lacrime per farli sbiadire e le risate per farli tremare.
Poi magari oh, magari c’è qualcuno di fortunato che gli hanno piantato dentro dei cartelli strepitosi e non li vuole togliere, anzi li fa vedere a tutti e li consiglia. Gente poco interessante.
Insomma, alla fine, ci ho pensato e…