pane e farina, la dedizione


Una gita “fuori porta”  per incontrare Alessandro dell’Azienda Agricola Poggi, che preferisco chiamare Famiglia.
La prima volta che ci sono andata, il navigatore non era aggiornato da molti anni e il viaggio è durato più di due ore, ma ne valeva la pena!!
Ad accogliermi c’era Emilio che mi ha mostrato con orgoglio le fasi del  processo di lavorazione dei cereali; una lezione interessante che racconta il grande lavoro ma soprattutto la vita e l’emozione di chi ha scelto di amare la terra e ad essa dedica le proprie energie.

quaglia alla pesca tabacchiera e aceto balsamico, questione di etichetta


Sbagliando s’impara, ma non è sufficiente far tesoro dell’esperienza, bisogna trovare un rimedio e cercare di non commettere almeno lo stesso errore 🙂

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Io Chef che soddisfazione!!


Sono emozionata 🙂  ho ricevuto la notizia che sono tra i 12 finalisti del concorso IO Chef.

Questa ricetta mi permetterà di trascorrere una settimana in Basilicata per conoscere tradizioni e territorio.

iochef basilicata concorso

cous cous e cioccolato di carruba


Questo è il periodo dell’anno in cui i ricordi della mia infanzia riaffiorano, con questa ricetta ho quasi la certezza di riviverli.

Il profumo intenso dell’elicriso dalla terrazza sovrasta l’odore del mare, sento in bocca il sapore della melagrana e della carruba che sgranocchiavo negli ultimi giorni di vacanza dai nonni, poco prima di ritornare a scuola.
Il carrubo è dioico, cioè ha bisogno della sua compagna per generare i frutti, l’uno non può fare a meno dell’altra, così com’è stato per i miei nonni materni che hanno vissuto una vita intera fianco a fianco e l’hanno conclusa insieme.

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amuse bouche, aspettando Laura


Sono impertinente. Nella sua accezione positiva.
Lo sono sempre stata, non provo vergogna ad ammetterlo e non me ne faccio vanto, ogni tanto mi controllo ma ci sono casi in cui d’istinto “accorcio le distanze” 🙂

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peperone e cioccolata perciò si combinano


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L’azzardo è una delle mie debolezze, in cucina intendo 🙂
Questa volta ho voluto creare un accostamento di sapori che avevo in mente da molti anni; mi sono dedicata a  interpretare l’idea per trasferirla sul palato.

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insalata di riso, il nero indossa il colore di stagione


Se nel discorso cito una persona amica, non specifico le sue origini, il colore della sua pelle, la sua fede religiosa o altre preferenze e caratteristiche, salvo che si parli specificamente di un argomento che lo richieda.
Nelle conversazioni mi capita per esempio di sentire “la tal persona, di tale nazione, bla bla bla bla ……. ” perché? il contesto riguarda ben altro, ma non si è persa occasione di evidenziarlo e in qualche caso segue anche un commento sulle qualità (?) della persona.

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caponata, colpo di coda dell’estate che sfuma


che cosa è il tempo? l’unità di misura che ci separa dalle persone? un intercalare che si combina con tutte le giustificazioni? forse è quel mezzo di trasporto che conduce le emozioni da un capo all’altro della nostra esistenza.

E questo il pensiero folle del giorno.
Ma riflettendo sul tempo, mi piace pensare che potrei afferrarlo per la coda e trattenerlo e assaporare al meglio le sue stagioni; un modo io lo conosco: una ricetta.

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raviolo di pesce, cilindro croccante e gelatina di fico d’india per il concorso IoChef


Di fronte alle grandi decisioni ho bisogno di assoluto silenzio e di fare giardinaggio.

Questo è accaduto anche quando mi è stato recapitato il pacco che conteneva i prodotti  per realizzare la ricetta del concorso Iochef.

Se devo riassumere quali sono state le azioni successive, prendo spunto della “vicina di blog” Iwona la tecnica delle  quattro mosse:

  1. ho aperto il pacco
  2. ho scattato le fotografie
  3. ho ringraziato la FIC  e pubblicato un post
  4. ho assaggiato i prodotti

l’assaggio a crudo è un piacere che non mi nego, mi avvicina e mi aiuta a comprendere quale sapore quell’elemento trasporta.
Non conosco la Basilicata e questa opportunità la colgo con grande piacere perchè mi invita a scoprire  la tradizione gastronomica e a intraprendere un viaggio virtuale in una ricetta.

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polvere nera dall’aria snob


Quando ero  piccola, ricordo che esistevano due tipi di esercizi commerciali: l’emporio e la boutique.

Nel primo vestivano tutta la famiglia dalla testa ai piedi, vendendo all’occorrenza anche la dentiera, un cappello e la stoffa per farci una bella tovaglia; ti facevano credito, se ti munivi del tuo bel librettino dalla nera copertina e dai fogli gialli con righe rosse; ambienti enormi dai soffitti altissimi, lunghi banconi con sopra il metro, le forbici e la carta di giornale dove involgere gli acquisti; la puzza di naftalina ti impregnava e intossicava.
Negozi per proletari dagli stipendi di terracotta con abiti che odoravano di naftalina, appunto!

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