fragole, sono alla frutta!!!


Inizio a perdere colpi.

Di recente ho iniziato a collaborare in una gastronomia, un delizioso gioiello che vorrei sotto casa a Ostia Antica (dalle recensioni su trip advisor), dove sono la regina incontrastata della cucina, e come tutti gli chef esaltati e pazzoidi impartisco ordinini (quanto mi piaaaaaaace  😀 ) ai due (ahimè) malcapitati che curano la piccola sala, il banco dei salumi e formaggi e collaborano con la cucina: Dario e Andrea.

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fragole, dalla tavola all’ebook


Da qualche mese collaboro con blog di cucina 2.0 come autrice di ricette e ho pubblicato:

insalata di patate allo yogurt

insalata Roland3

involtini di carota e gamberi con spinaci rossi

gamberi carota spinaci

bavarese di fragole e lavanda, la ricetta  che da oggi puoi trovare nell’ebook gratuito a questo indirizzo.

fragole lavanda2 Che strano effetto leggere il mio nome nell’indice, divertita e sorpresa perchè non sapevo che la ricetta avrebbe fatto parte della raccolta speciale sulle fragole, ringrazio lo Staff di blog di cucina che lo ha realizzato.

Che coincidenza che anche lo scorso anno, sempre a maggio, si sono concentrati diversi eventi, non sempre piacevoli ma differenti, che mi fanno riflettere sulla priorità che attibuisco alla scala dei valori, molti dei quali sono comuni a tutti: famiglia e affetti, rapporti sociali e amicizie, qualità della vita e coscienza collettiva.

Sani e nobili principi che ci elevano, maaaaaaa ……. mi piace pensare che io sia stata educata al bene e predisposta al male 😉
Di fronte alle situazioni comuni, d’istinto prevale la virtù, segue poi un pensiero immorale  che mi fa immaginare scene surreali e  comiche al tempo stesso.
La fila allo sportello postale o alla cassa del supermercato è nota a tutti, siamo stati vittime della signora anziana ultima della fila con una piccolissima confezione di camomilla tra le mani, che sospira per farci sentire in colpa se non le cediamo il passo; è il mio turno e faccio per poggiare sul banco la mia spesa ma da quel momento inizia la gara del “prego, ma vada pure avanti” e la vecchina chiama il marito o la badante che arriva tempestivamente con il carrello stracolmo e mi passa davanti.

Mi offro di aiutarla a svuotare il container su ruote e di imbustare le migliaia di chili di tutto quello che c’è in offerta io lo compro, e quando sollevo dal banco le buste colme di prodotti sottovetro e materie facilmente deperibili, le lancio con tutta l’energia che mi resta verso l’uscita e sussurro “che peccato, deve rifare la fila.

Sorrido gentilmente e invito chi ha ostentato tanta gentilezza a completare l’opera: caricarsi le buste e accompagnare la vecchietta  alla macchina.  Esercitare un briciolo di cattiveria ogni tanto si può, anzi si deve, per sentirmi più buona quando l’anziana signora mi ringrazia per aver organizzato una squadra di soccorso.

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Meraviglia di Primavera: ecco le candidature


Ci siamo, oggi posso riportare le candidature delle foodblogger che hanno aderito a “Meraviglia di Primavera”  che Lilla ed io abbiamo proposto, non è un vero contest ma un giocoso evento per conoscerci e condividere l’interesse che ci accomuna: il cibo e la cucina.

Vi ringrazio per aver trovato l’entusiasmo e soprattutto il tempo per realizzare la vostra ricetta, colorata e certamente profumata!!

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io, Slow Food e il lievito madre


Buongiorno!!

Oggi ho una grande notizia che posso finalmente condividere con voi, la data è certa!
Giovedì 16 maggio  parlerò del lievito madre e preparerò del pane casalingo, un laboratorio che coinvolgerà i partecipanti.

Dopo la lezione cucinerò un pane ripieno di carciofi e patate che servirò a gli ospiti che si tratterrano per la cena.

Grazie a Slow Food di Fiumicino, con cui collaboro  a Carmine che mi ospiterà nel suo ristorante e all’Azienda Agricola Poggi sponsor ufficiale, tutto questo sarà possibile.
Ti invito a partecipare e a visitare il sito di Slow Food, il programma per la stagione primaverile è molto interessante.

pasta madre

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Da piccola, quando giocavo con i bambinetti del quartiere, dopo aver esplorato il territotio a caccia di bisce e cavallette, arrivava il momento della merenda.
Non sempre le mamme avevano la pazienza di venire a riprenderci, era difficile immaginera dove ci eravamo nascosti.

Nella zona dove abitavo, erano presenti  fortificazioni militari costruiti a partire dal 1936, la più grande è quella della batteria antinave “Carlo Faldi”.

Il fortino più vicino casa era di modeste dimensioni ma non per noi nanerottoli, che riuscivamo ad entrare attraverso la feritoia; l’interno era due metri circa di diametro e un metro di altezza, che oscuravamo utilizando il cartone che ci isolava dal pavimento in cemento. Qesto rifugio era un vero laboratorio di vita, potevamo progettare e costruire i nostri carrelli di legno muniti di cuscinetti a sfera (grazie alla manolesta di alcuni componenti della banda, me compresa), scambiarci le figurine e litigarci le biglie.

Fortino Dentro quella piccola costruzione tappezzata di cartone, feci i miei primi passi da chef.
Queste erano le merende che  preparavo, semplici e genuine a chilometro zero!!
Foglie di gerani con acetosalla e fiori di cardo selvatico, ma quello che avrei voluto far mangiare alle mie cavie era il cocomero asinino, non fui incoraggiata a tentarci, era già un’impresa convincerli ad assagiare quegli intrugli figuratevi presentare quel frutto peloso e spinoso.

Un giorno lancia la brillante idea di accendere un fuoco dentro il fortino, forse  il cocomero  arrosto sarebbe stato invitante e avrei avuto il mio momento di gloria. Non è andata a finre così!!  Il fuoco  non si accese, i legnetti erano umidi e fecero tanto fumo, non so se sia stato peggio rischiare di morire soffocati o avvelenati!
Per fortuna era l’ora della merenda e una delle mamme era venuta a cercarci e ci trovò. Le punizione fu quella di non poter uscire di casa e frequentare gli amichetti, non fu così grave per me perchè potevo ancora pasticciare e creare nuove merende.

Ora che mi sono esposta con questo racconto (il mio avvocato che legge le bozze dice che non sono perseguibile), non provi la curiosità di venire a provare quello che ti cucinerò? Vuoi sapere i miei compagnucci che fine hanno fatto? Se gioved’ 16 maggio sarai all’appuntamento, ti dirò di loro.

E la pasta madre? La vedrai all’opera, ti insegnerò a prepararla e custodirla.

E Slow Food? Ancora non lo conosci? Un motivo in più per partecipare!!

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maccarronis per s.valentino, menù rock, un classico sempre di moda


La  musica rock  ti piace o non ti piace, nessun compromesso.
Spesso mi capita di ascoltare un brano rock e, pur non conoscendo il brano, l’autore o  l’interprete, sento che mi esplode dentro, che il suono degli strumenti mi fa vibrare e vorrei conoscere il testo e le note per poterlo suonare e cantare.
Trovo che questo genere musicale, così istintivo e immediato, si accompagni con preparazioni gustosamente legate alla tradizione.

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s.valentino shock menù: il quinto quarto – rognone al forno, lingua salmistrata, fegatini di pollo


Proseguo con i piatti di mezzo, tre sapori e consistenze differenti. Il gusto si esalta insieme al pezzo di Manson.

SHOCK
menù
e musica:

Rognone al forno in salsa di fondo bruno Lingua salmistrata alle quattro salse
Crostino con fegatini di pollo
Personal Jesus di M.Manson

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amuse bouche e ti dirò chi sono


Gli amuse-bouche non sono  stuzzichini o finger food e nemmeno antipasti, si presentano in formato mignon per annunciare il menù e le portate che seguiranno.  La traduzione del termine significa: che diverte la bocca, mises en bouche invece sta per: in un boccone.
Il termine Francese originale è amuse-gueule, modificato negli anni ’80 in amuse bouche con l’esordio della Nouvelle Cusine, in cui si introduce un concetto importante: più piccolo e dal sapore intenso, questo mini assaggio offre uno scorcio dell’approccio dello chef all’arte della cucina.

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fusilli cotti al forno


Dopo un sole caldo che faceva assaporare una primavera in arrivo, ecco la pioggia!
Con questo tempo andare al mercato non è la prima cosa che voglio fare, mi sembra il momento opportuno per mantenere fede all’impegno preso con la cara  Lady Catelyn Stark  e sostenere l’iniziativa sull’argomento anti-spreco.

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così come sei, mi piaci! budino di riso ai frutti di bosco


pignotta

L’ultimo appuntamento  del 2012  al teatro Nino Manfredi di Ostia è stato con la divertente commedia di Gabriele Pignotta.

Una coppia di giovani sposi diversamente innamorati, cioè l’uno ama l’altra fino a quando l’uno diventa l’altra e viceversa.

Ci riprovo: arrivati a un punto della relazione, come succede molto spesso, i due si rinfacciano i rispettivi difetti, riconoscendosi diversi e quindi lontani.

Per ritrovare l’armonia e il sentimento che li ha uniti, ricorrono all’aiuto di un consulente che pratica l’ipnoterapia ……. hai capito come va a finire?.

Beh, come posso non trovare attinenza con il cibo?
Da quando la cucina Francese ha esportato ricette, tecniche e terminologia, tanti chef creativi e intraprendenti hanno contribuito all’evoluzione culinaria rielaborando i piatti classici per prospettarci una nuova visione del panorama gastronomico, hanno apportato il cambiamento, hanno proposto l’alternativa a quel sapore già conosciuto.

Chi dice che le idee in cucina sono finite, credo non consideri un altro aspetto: il rapporto che il consumatore, buongustaio o gourmet ha con il cibo.
Aumenta il numero di appassionati di cucina che si cimentano ai fornelli domestici e quelli delle trasmissioni televisive, sono innanzitutto fruitori che presentano nelle loro ricette un cambiamento, spesso sono riproposti i piatti della tradizione, intramontabili e vincenti.

In tutto questo io colgo l’intenzione di voler essere protagonisti e non ospiti quando si tratta di cucina, come un richiamo a voler ricominciare dalle basi per trovare un’altra interpretazione alla pietanza. In questo percorso ogni nuova versione del cibo troverà apprezzamento.

Quante ricette si prestano a essere ipnotizzate per passare dal dolce al salato, da essere antipasto a piatto di mezzo; mi viene in mente il pane, impasti base come la frolla, il muffin, il bugalof (nome della mia ricetta di torta-focaccia che può essere salata o dolce, sostituendo tre ingredienti).

Alla fine cosa resta? Che nella varietà di proposte alimentari, il nostro personale gusto è soddisfatto dalla pietanza che ci piace così com’è.

Ho scelto questa mia ricetta

Budini di riso ai frutti di bosco

budino di riso e frutti di bosco rossi

Occorrente per 8  budini

230gr latte *
180gr riso originario *
2 albumi *
sale un pizzico *
1 foglio di colla di pesce o due pizzichi di agar-agar *
60gr mandorle pelate *
65gr zucchero
25gr rum
essenza di mandorle qualche goccia
vanillina un pizzico
frutti di bosco

Lascia il riso sotto l’acqua corrente per dieci minuti poi cuoci per dieci minuti in abbondante acqua, scola e risciacquare per eliminare l’amido.
Metti in ammollo il foglio di colla di pesce in acqua fredda.
Fai prendere bollore al latte e versa il riso freddo, aggiungi il sale e cuoci fino a far assorbire tutto il latte, versa lo zucchero e la colla di pesce ammorbidita e spegni il fornello, poi frulla per ottenere una crema liscia, se necessario passala al colino.
Monta a neve ferma gli albumi e uniscili al riso ancora caldo, mescola con delicatezza, aggiungi mandorle tritate finemente, vanillina,  essenza di mandorle e il rum, amalgama il composto e versa in 8 stampini per dolci.
Fai raffreddare a temperatura ambiente, poi metti gli stampini in frigorifero per far solidificare i budini, quando saranno pronti, sformali e spolverizza con zucchero a velo, decora con i frutti freschi, alcuni puoi frullarli con poco zucchero per completare la decorazione del piatto.

La versione salata la ottieni sostituendo gli ingredienti senza asterisco *, con:
zafferano
parmigiano tre cucchiai abbondanti
noce moscata un pizzico
Per accompagnare i budini salati, se non li servi come piccolo appetizer, puoi friggere alcuni bastoncini di zucchina o di melanzana.

firma

la fantasia che prende forma


Se davvero potessimo ritagliare momenti,
colorare giornate, scolpire parole,
i nostri castelli in aria sarebbero realtà.

Vi presento i Filippo, sono i Babbonatale copripanettone che realizzo da diversi anni. Confesso la mia follia, ogni oggetto che entra nella mia casa, che creo e che mi piace, prende il nome Filippo.

Dichiaro ufficialmente iniziati i preparativi per festeggiare il Natale, insieme a questi quattro amichetti la cucina sarà ancora più allegra.

Dolcetti, salse, ricette, cadeau, segnaposto, centrotavola, decorazioni da realizzare comodamente a casa per accogliere i nostri cari.

Filippo è completamente realizzato a mano, forse sembrano tutti uguali visti da lontano, per me sono tutti buffosamente unici.

A breve avrete notizie delle ricette …….