un dolce salato, un salato dolce: il bugalof


Mi sono accorta che in precedenza avevo nominato il bugalof senza raccontare la sua origine e oggi è arrivato il momento di riconoscergli il ruolo che riveste nella mia cucina.

Premetto che da bambina avevo una particolare predisposizione a pasticciare e mescolare improbabili ingredienti che nella mia fantasia diventavano la pappa per le bambole, in realtà poi costringevo i miei compagni di gioco a sostituirsi alle bambole e per finzione lasciarsi imboccare.

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cioccolato e wasabi per contrastare i finanzieri


Questa volta volevo spaventarvi con finanzieri e wasabi nella stessa ricetta, perchè di questo si tratta e non di evasori  nè di stupefacenti, ma di droghe 😉

Il mio babbo era un finanziere e gli piacevano le erbe profumate  (acci, mi stò mettendo nei guai, intendo davvero erbe di campagna ……. prima della fine di questo articolo rischio che la polizia postale si materializzi sul monitor!!! (faccio uno squillo al mio avvocato e mi metto avanti con il lavoro), in particolare l’elicriso, ne coglieva piante intere che appendeva nella sua stanza e profumava di liquirizia.
Gli piaceva masticare le foglie di menta e quando rientrava dalle sue passeggiate aveva sempre un fiorellino all’occhiello della sua giacca.

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com’è andata a finire …….


Al concorso organizzato da Mangiare Matera, nella categoria dolci la mia ricetta delle caschettas  si è posizionata al secondo posto.

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questo febbraio mi piace.

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coccoi il pane della tradizione


Quando mia nonna svolgeva i lavori domestici, indossava il costume tipico del suo paese,  Sinnai; lo vestiva al rovescio nei giorni feriali, portava la sottogonna nera  che proteggeva  la gonna ricca di preziosi  ricami, la camicia bianca senza corpetto e un grande fazzoletto marrone sul capo. I giorni di feste importanti invece sfoggiava la gonna, il corpetto anche questo ricamato, la camicia si impreziosiva della collana di filigrana e completava con il copricapo nero e oro.
Poche volte ho avuto l’occasione di vedere mia nonna in tutta la sua “eleganza”, tranne quando la vidi che sfornava su coccoi per il matrimonio di una sua nipote.

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Caschettas è dolce Mangiare Matera


Il blog di Teresa ospita l’iniziativa di Mangiare Matera, un nuovo contest che renderà possibile anche a noi, avvicinarci ai sapori della Lucania, io partecipo con le mie ricette realizzate con i prodotti tipici del materano.

Che cos’è Mangiare Matera?  “Il marchio MANGIARE MATERA vuole portare, sulle nostre tavole e nelle nostre cucine, il meglio della produzione agroalimentare lucana. Ogni prodotto è selezionato con cura, seguito dal campo sino alla tavola, per farci riscoprire i sapori genuini di un tempo.”

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carote e zucca con liquirizia


La casa dei miei genitori è sempre stata un porto di mare, gli amici trovavano sempre la porta aperta.

Mi manca quell’atmosfera che è tipica del Sud, l’uso di far visita agli amici senza preannunciare l’arrivo; lo squillo del campanello era la nota d’inizio della festa,  i cibi semplici da condividere, il vino rosso con la gassosa e la convivialità ci univano.

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melanzana per uno spuntino


Sono riuscita, anche quest’anno, a produrre una piccola scorta di pomodori secchi.
L’impegno ha richiesto qualche giornata di sole cocente, abbondante sale e tre chili di pomodori, in questa foto puoi vedere  il risultato.
DSCF5384Nella cucina sarda sono presenti tre ingredienti: zafferano, pomodoro secco e aglio, che spesso si combinano all’interno della stessa ricetta, questi conferiscono e sottolineano il sapore di molte pietanze e mi accompagnano anche nella cucina quotidiana.
Come per la preparazione del pomodoro in bottiglia, la famiglia si riuniva davanti alle casse di pomodoro in ampi cortili delle case campidanesi.

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peperone e cioccolata perciò si combinano


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L’azzardo è una delle mie debolezze, in cucina intendo 🙂
Questa volta ho voluto creare un accostamento di sapori che avevo in mente da molti anni; mi sono dedicata a  interpretare l’idea per trasferirla sul palato.

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insalata di riso, il nero indossa il colore di stagione


Se nel discorso cito una persona amica, non specifico le sue origini, il colore della sua pelle, la sua fede religiosa o altre preferenze e caratteristiche, salvo che si parli specificamente di un argomento che lo richieda.
Nelle conversazioni mi capita per esempio di sentire “la tal persona, di tale nazione, bla bla bla bla ……. ” perché? il contesto riguarda ben altro, ma non si è persa occasione di evidenziarlo e in qualche caso segue anche un commento sulle qualità (?) della persona.

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raviolo di pesce, cilindro croccante e gelatina di fico d’india per il concorso IoChef


Di fronte alle grandi decisioni ho bisogno di assoluto silenzio e di fare giardinaggio.

Questo è accaduto anche quando mi è stato recapitato il pacco che conteneva i prodotti  per realizzare la ricetta del concorso Iochef.

Se devo riassumere quali sono state le azioni successive, prendo spunto della “vicina di blog” Iwona la tecnica delle  quattro mosse:

  1. ho aperto il pacco
  2. ho scattato le fotografie
  3. ho ringraziato la FIC  e pubblicato un post
  4. ho assaggiato i prodotti

l’assaggio a crudo è un piacere che non mi nego, mi avvicina e mi aiuta a comprendere quale sapore quell’elemento trasporta.
Non conosco la Basilicata e questa opportunità la colgo con grande piacere perchè mi invita a scoprire  la tradizione gastronomica e a intraprendere un viaggio virtuale in una ricetta.

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