Lo posso dire ad alta voce: FA FREDDO!!!
Sono passata dai sandali a piedi nudi alle scarpe chiuse con le calze nel giro di ventiquattro ore, e così velocemente ho iniziato a provvedere al cambio del guardaroba, ma mi sono lasciata distrarre dalla scatola dei ricordini.
Gli armadi incorniciano la libreria che include oltre ai libri anche album fotografici e scatole colorate; una contiene i soldatini dell’infanzia di tutto pensare e un’altra i suoi diari adolescenziali, non sono aperte da *millissimi anni.
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salmone, gamberi e lupini. Contamì: un viaggio nel piatto
Viaggiare è e sarà sempre uno dei motivi per cui vale la pena vivere.
La cucina, con le sue preparazioni, è il veicolo di cui mi servo quando voglio raggiungere un luogo. Quando ho letto del contest “contaminazioni” di Vaty mi è venuto in mente un episodio che risale a molti anni fa, mi trovavo a casa di una cugina del mio babbo che mi conosceva per la prima volta. Seduti davanti al camino sulle seggiole impagliate, basse e non tanto comode, la parente si informava della mia vita e quando le dico che non vivevo in Sardegna, portò la mano alla bocca per trattenere lo stupore di trovarsi davanti a una strangia (straniera inteso di chi non vive in loco).
Contamì ……. raccontami …….
cestini al formaggio Svizzero e cavolo nero
Oggi, per il contest la Svizzera nel piatto ho realizzato questi piccoli cestini farciti con formaggi svizzeri e sono andata sulla spiaggia a farli assaggiare ai passanti in cambio di una fotografia 🙂 lo scambio è stato proficuo!
spiaggeggiando ……. un altro modo di mangiare all’aperto
tartufo a calvello, una ricetta con cavolo nero
Calvello è stata una delle soste delle escursioni in Lucania, ricca di storia e di artigiani; vi lascio a queste immagini
Calvello è: un cono tronco rovesciato sulla collina, peperoni appesi ad asciugare, il ponte in pietra che unisce il paese, salite che sono discese, pregiati portoni di legno intagliati a mano e la natura che aggiunge un tocco di colore.
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pane e biscotto, siete segnati!
Se capita che la realtà dei fatti è molto più simile ad una favola; se accade che a stupire è un materiale antico, se succede che l’empatia è immediata …….
C’è una principessa di nome Sara e il suo principe Massimo, vivono in un Cas(t)iello che lui ha tornito con grande maestria;
ogni oggetto ha preso forma dalle sue mani; acero, cedro, ulivo, tanganika, mogano, wengè e okumè sono i legni pregiati che ha usato per realizzare gli oggetti del loro regno, onorando la lunga tradizione dei suoi conterranei.
Ci sono magia e calore nei manufatti e l’armonia delle forme esprime la cura e l’attenzione che Massimo dedica a realizzarle.
“Il legno rivela ogni volta la sua naturale e sempre sorprendente bellezza”
carote e zucca con liquirizia
La casa dei miei genitori è sempre stata un porto di mare, gli amici trovavano sempre la porta aperta.
Mi manca quell’atmosfera che è tipica del Sud, l’uso di far visita agli amici senza preannunciare l’arrivo; lo squillo del campanello era la nota d’inizio della festa, i cibi semplici da condividere, il vino rosso con la gassosa e la convivialità ci univano.
amuse bouche, aspettando Laura
Sono impertinente. Nella sua accezione positiva.
Lo sono sempre stata, non provo vergogna ad ammetterlo e non me ne faccio vanto, ogni tanto mi controllo ma ci sono casi in cui d’istinto “accorcio le distanze” 🙂
peperone e cioccolata perciò si combinano

L’azzardo è una delle mie debolezze, in cucina intendo 🙂
Questa volta ho voluto creare un accostamento di sapori che avevo in mente da molti anni; mi sono dedicata a interpretare l’idea per trasferirla sul palato.
raviolo di pesce, cilindro croccante e gelatina di fico d’india per il concorso IoChef
Di fronte alle grandi decisioni ho bisogno di assoluto silenzio e di fare giardinaggio.
Questo è accaduto anche quando mi è stato recapitato il pacco che conteneva i prodotti per realizzare la ricetta del concorso Iochef.
Se devo riassumere quali sono state le azioni successive, prendo spunto della “vicina di blog” Iwona la tecnica delle quattro mosse:
- ho aperto il pacco
- ho scattato le fotografie
- ho ringraziato la FIC e pubblicato un post
- ho assaggiato i prodotti
l’assaggio a crudo è un piacere che non mi nego, mi avvicina e mi aiuta a comprendere quale sapore quell’elemento trasporta.
Non conosco la Basilicata e questa opportunità la colgo con grande piacere perchè mi invita a scoprire la tradizione gastronomica e a intraprendere un viaggio virtuale in una ricetta.
dolci alici per “ostriche”
Spesso si crede che la realizzazione di una pietanza innovativa appartenga esclusivamente a chi l’ha prodotta e ne debba essere geloso e non condividerla.
Per sintetizzare un mio concetto: la cucina è di tutti. Per questo motivo mi piace dedicare le ricette.





